rotate-mobile
Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Petardi e 'giochi pericolosi', la denuncia: "A Catania si sentono 'spacchiusi' ma poi si fanno male"

Alcuni ragazzi giocano a far scoppiare petardi nelle strade del Villaggio Dusmet, un cassonetto prende fuoco e - come racconta un ragazzo del luogo - qualcuno si fa male. Una 'storia di ordinaria follia', soprattutto durante le festività natalizie

Alcuni ragazzi giocano a far scoppiare petardi tra le vie del Villaggio Dusmet, un cassonetto prende fuoco e - come racconta un ragazzo del luogo - qualcuno si fa male. Una 'storia di ordinaria follia' che, per chi abita a Catania, si ripete nelle stesse modalità quasi ogni anno. Ciononostante la vendita illegale di fuochi e artifici pirotecnici, e la 'tradizione' di farli esplodere durante le festività, sembrano essere sempre ben presenti per le strade della città.

"Si è appena verificato uno degli eventi usuali del periodo di feste nella mia zona cioè il lancio di petardi (comprati chissà dove e chissà da chi) dai ragazzini del quartiere durante le ore di riposo - ha spiegato il giovane a CataniaToday - Questa volta lo scoppio, che ha causato l'arrivo dei pompieri perché un cassonetto ha preso fuoco, ha fatto più paura del solito perché anche nelle zone in cui il terremoto non ha comportato crolli o feriti ogni rumore, ogni dondolio, mette in allarme. Questa volta il secondo scoppio è stato il peggiore".

"A tutti è sembrato arrivare troppo presto e avevamo ragione - continua il racconto - a quello scoppio, infatti, sono susseguite delle urla: "mi scuppiau na manu, mi scuppiau na manu, mi tagghiau a manu!" poi rumori di piedi che sbattono sull'asfalto per scappare e il silenzio. Questo a dimostrazione del fatto che i giochi pericolosi, quelli che ci fanno sentire e sembrare 'chiù ranni e spacchiusi' possono finire in un istante e si portano via le dita, le mani, le gambe o la vita".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Petardi e 'giochi pericolosi', la denuncia: "A Catania si sentono 'spacchiusi' ma poi si fanno male"

CataniaToday è in caricamento