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Parcheggiatori abusivi, la battaglia sul web: raccolte oltre mille firme

L'iniziativa promossa ha subito attirato numerosi firmatari. A lanciarla su internet il consigliere Marco Leonardi: "Le firme raccolte saranno consegnate allo staff del sindaco". Nasce inoltre una nuova pagina facebook contro il "pizzo" dei parcheggi

Vita reale e mondo virtuale si incontrano ancora una volta. L'occasione per farlo è di stretta attualità e coinvolge l'intera cittadinanza catanese. Si tratta infatti della lotta ai parcheggiatori abusivi, sempre più presenti tra le strade della città. Il passo decisivo è stato quello di avviare una raccolta firme su internet per sollecitare l'attenzione dell'amministrazione comunale.

Ecco il link della Petizione

Il consigliere Marco Leonardi, che ha lanciato ufficilmente l'iniziativa, tiene a precisare come "il gesto portato avanti sia il simbolo di una lotta al sistema, per dare uno strumento ai cittadini che permetta di affrontare non isolatamente il problema". A tal proposito è nata anche una fan page su Facebook dal nome "Io non pago il pizzo ai posteggiatori", uno spazio dove condividere le proprie esperienze personali, soprattutto quelle negative, vissute nel quotidiano a contatto con i parcheggiatori delle varie zone di Catania.

"Un tema che porta con se tante zone grigie e non riguarda soltanto la città etnea, ma l'intera nazione" aggiunge Leonardi, il quale ribadisce l'impegno portato avanti da tantissimi consiglieri comunali, anche dell'hinterland, per dare voce ad una realtà quotidiana spesso rimasta nel silenzio. "Le firme raccolte saranno consegnate allo staff del sindaco" conclude il consigliere della terza circoscrizione.

Nonostante i tanti proseliti, c'è chi si divide sul tema e frena nel descrivere i parcheggiatori abusivi come veri e propri "mostri". Si avvicendano così storie personali molto negative, come quella di Umberto che scrive "In passato mi hanno minacciato e detto che non mi avrebbero più fatto trovare la moto".

Non manca chi difende la "categoria" nella pagina facebook, invocando il momento di crisi collettiva, come fa Marco: "Sono persone che hanno difficoltà, non sono tutti aggressivi".

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