Piano Regolatore: dopo 48 anni arriva quello nuovo, forse

L'idea del nuovo piano regolatore, promossa dall'Amministrazione Stancanelli è meno case, più servizi. Dopo 48 finirà, finalmente, in soffitta il vecchio Prg di Catania?

E' più vecchio del "cucco" il nostro piano regolatore, in 48 anni non ha ricevuto alcuna modifica. Un danno per la città di Catania che in questi decenni è cresciuta, cambiata ed evoluta.

Adesso ci prova Stancanelli e riparte, quindi,  l'iter per dotare Catania di un nuovo Piano regolatore generale. L’ultimo atto in materia di assetto urbanistico risale al 1998 ad opera della Giunta Bianco con l’approvazione da parte del consiglio comunale del maxiemendamento per la perequazione edilizia. Subito dopo, però, il Prg che nel 1993 era stato affidato all’architetto Pier Luigi Cervellati, fu ritirato. Enzo Bianco si dimise da sindaco per la poltrona di ministro dell’Interno passando il testimone a Umberto Scapagnini. Inutili, anche, i successivi sforzi della Giunta guidata dal medico di Berlusconi: il Prg fu ripresenato senza fortuna in aula nel 2003 e nel 2005.

Dopo tanti annunci, le linee generali dello strumento urbanistico sono approdate ieri nell’aula di Palazzo degli Elefanti, a distanza di 18 anni da quando la Regione impose la revisione del Piano. Che però non fu mai adeguato se non a colpi di varianti che hanno stravolto profili e assetti urbanistici. Con Stancanelli l’iter è ripartito ufficialmente nel 2009 con la ricostituzione dell'Ufficio del Prg che, guidato dall’architetto Rosanna Pelleriti, si è avvalso della collaborazione del Dipartimento Urbanistica dell’Università. L’idea di fondo del Piano è meno case, più servizi: "Catania conta poco meno di 300 mila abitanti - spiega il sindaco - e dunque non ha bisogno di nuovi vani abitativi. Invece, servono più strutture e verde che sono del 50 per cento al di sotto degli standard".

L’obiettivo dell’Amministrazione è che «il Consiglio approvi il Prg entro il 2012» afferma il vicesindaco e assessore all’urbanistica Luigi Arcidiacono che in aula ha illustrato la relazione di 19 pagine contenenti le linee generali.

Tra i punti cardine del Prg il decongestionamento del centro cittadino, con la delocalizzazione di uffici, servizi e ospedali, il recupero dei centri dei quartieri storici e periferici in chiave antisismica. Previste nuove aree a verde. Un parco urbano più grande del giardino Bellini sorgerà nella zona Cibali-Susanna. Si punta inoltre a realizzare nuovi parcheggi, incentivare i trasporti pubblici, e a interrare la linea ferrata per dare un nuovo volto al water front.

Perplesse le opposizioni. "Vogliamo capire", dice il capogruppo della Destra Nello Musumeci, "per quale città è stato immaginato questo strumento urbanistico, per quale crescita demografica, per quale tipo di cubatura, come si orienta sulle grandi infrastrutture, che sorte vuole affidare a Librino e allo scalo aeroportuale di Fontanarossa, che secondo noi non può più stare dove sta. Inoltre c’è il pericolo di una deportazione degli abitanti del Villaggio Santa Maria Goretti".

Il capogruppo del Pd Rosario D’Agata si aspetta "che le enunciazioni siano tradotte in maniera concreta nelle tavole e nelle norme di attuazione, che ancora ignoriamo perché non c’è ancora nessun atto formale depositato in Consiglio".

Critico anche il vicepresidente vicario del Consiglio, Puccio La Rosa, di Fli: "Ancora una volta l’Amministrazione ha preferito la passerella alla concretezza. Manca l’atto deliberativo su cui discutere e lavorare, non c’è un parere fondamentale come la Valutazione ambientale strategica".

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