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Sabato, 24 Settembre 2022
Cronaca Corso Italia / Piazza Europa

Piazza Europa, dopo la rissa tra donne il consigliere Gelsomino (Prima l'Italia) scrive al prefetto: "Bisogna intervenire"

"Nella zona vige uno stato di anarchia in cui gruppi di giovani si riuniscono per dare vita a un 'Paese dei Balocchi'", è la denuncia del consigliere leghista

"Un'incresciosa situazione in cui versa il controllo dell'ordine pubblico di Piazza Europa". Ad ritornare sulla questione relativa all'ordine pubblico che investe lo slargo tra la fine di Corso Italia e l'inizio del Lungomare è Giuseppe Gelsomino, consigliere comunale di Prima l'Italia, nella lettera indirizzata al prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi. "Ogni fine settimana la zona si trasforma in un 'far west' da fare invidia a qualsiasi produzione di Sergio Leone", ironizza, ma neanche tanto, il consigliere leghista. "Risse, scooter che sfrecciano in percorsi pedonali (o addirittura in scalinate dal valore architettonico e di utilizzo sicuramente da preservare) e vendita di stupefacenti - continua la misssiva - in quello che appare come il totale abbandono delle istituzioni di uno dei fiori all’occhiello della nostra città".

La questione, a seguito di attai vandalici e di inciviltà, campeggia da anni su giornali e pagine social cittadine. L'ultimo episodio è stata segnalato da Inciviltà a Catania e vede azzuffarsi tre ragazze circondate da motorini con i fari accesi che, posizionati in cerchio, hanno costituito un vero e proprio ring. "Nella zona vige uno stato di anarchia in cui gruppi di giovani si riuniscono per dare vita a un 'Paese dei Balocchi' - denuncia Gelsomino -, un porto franco per delinquere, più che viverlo come uno spazio per famiglie, tempo libero e momenti di svago". Caratteristiche, queste, che la piazza un tempo "fiore all'occhiello" della movida etnea non possiede più. E le cause sarebbereo da ricondurre anche ai pochi controlli da parte della polizia municipale.

"Le difficoltà sussistono soprattutto per le centinaia di famiglie che quella zona la abitano, e che devono temere persino il rientro a casa".  Per questi motivi Gelsomino ha chiesto "un'intervento volto a sradicare quella che sta diventando una malsana abitudine - è la richiesta messa nero su bianco nella lettera -, basterebbe una presenza costante dello stato, tradotta banalmente in un presidio delle forze di polizia, per debellare il fenomeno". 

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