Piazza Lanza, emergenza carceri: detenuti in rivolta contro sovraffollamento

Da tre giorni, all'ora dei pasti, battono le stoviglie contro le sbarre della cella per protestare contro il sovraffollamento e le carenti condizioni della struttura. Sull'emergenza sono intervenuti Fleres, Garante dei diritti del detenuti e il sindacalista Nicotra

Ieri, i detenuti del carcere di Piazza Lanza hanno messo in atto una protesta. Già da tre giorni, all’ora dei pasti, battono le stoviglie contro le sbarre della cella per protestare contro il sovraffollamento e le carenti condizioni della struttura.

Intanto, il parlamentare Salvo Fleres, Garante dei diritti del detenuti, esprime “piena solidarietà. I reclusi – dice – stanno svolgendo una composta azione di protesta contro il gravissimo fenomeno del sovraffollamento presente in quel carcere e in molti altri della Sicilia. L’iniziativa dei detenuti non stupisce affatto a causa della note problematiche legate alla conduzione di quella struttura che presenta profonde anomalie. Le stesse sono state oggetto di numerosi provvedimenti della magistratura di sorveglianza, in parte disattesi dalla direzione, sopratutto in materia di assistenza sanitaria. Nei prossimi giorni presenterò un dettagliato dossier riguardante Piazza Lanza e chiederò al capo del Dap di accertare quanto è già stato oggetto di una relazione inviatagli circa due settimane fa”.

“Cosi stando le cose – conclude – non c’è da stupirsi se a Piazza Lanza qualcuno si suicida ma, stranamente, non sono disponibili i rilievi video del luogo nell’ora e nel giorno in cui il suicidio è stato perpetrato”.

A prendere la parola sulla questione anche il Segretario generale aggiunto Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), Mimmo Nicotra, che in una nota dichiara: "Le cause dell'attuale status quo dell'Istituto etneo non sono in nessun modo riconducibili alla Direzione della struttura. Infatti, la situazione  del carcere di Piazza Lanza non dipende dall’attuale attività gestionale, ne dalle precedenti poste in essere dal Direttore e dal Comandante del Reparto".

"Piuttosto – prosegue Nicotra - tale situazione è probabilmente discendente dall’incapacita' di una classe politica di dare i necessari input per cercare di risolvere il cronico sovraffollamento delle patrie galere. A questo, si deve aggiungere la poca azione incisiva da parte dei garanti di tutta Italia che, oltre ad essere stati nominati tali solo per volontà politica, si sono limitati alla sola predisposizione di relazioni per le carceri senza mai realizzare azioni legislative che potessero dare sollievo agli Istituti Penitenziari d'Italia."

"Infine - conclude il sindacalista -  se l'intera classe politica e con essa tutti i garanti dei detenuti non porranno in essere urgenti provvedimenti, senza limitarsi alle mere passerelle elettorali di "ferragosto", difficilmente si potrà risollevare la grave situazione  delle carcere italiane. Mi permetto di aggiungere che fortunatamente l’Europa ha messo un paletto alla classe politica italiana, ponendo il prossimo maggio come data ultima per risolvere il sovraffollamento delle carceri o almeno ripristinare delle condizioni dignitose per chi le vive e per chi ci lavora e seppur è vero quello che dice l’On.Fleres, la colpa non è da imputare agli operatori o ai Dirigenti, poiché anch’essi vivono il disagio dovuto all’emergenza carceri, mai rientrata".

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