Piazza Mancini-Battaglia, investe pedone e si finge pubblico ufficiale: denunciato

L'uomo, un funzionario della motorizzazione civile in pensione, prima di andare via avrebbe intimidito il ferito, non grave, mostrandogli una paletta istituzionale, che non aveva restituito

Agenti del commissariato Borgo Ognina hanno indagato per omissione di soccorso e lesioni colpose un uomo che, dopo aver investito un pedone che si trovava in piazza Mancini-Battaglia, si è allontanato senza prestare soccorso. Ma non è tutto: l’investitore, infatti, prima di allontanarsi definitivamente (ovviamente, senza lasciare nemmeno le proprie generalità per eventuali pratiche assicurative) ha cercato di intimorire il pedone, mostrandogli una paletta istituzionale con il logo della Repubblica Italiana-Direzione Generale MCTC, qualificandosi come Pubblico Ufficiale.

Questo gli ha comportato un’ulteriore denuncia per usurpazione di funzioni pubbliche. Grazie alla denuncia sporta dall’uomo, che ha riportato lesioni “refertate” dal pronto soccorso dell’Ospedale Cannizzaro dov’è stato trasportato nell’immediatezza, gli agenti del commissariato di polizia hanno avviato le indagini che hanno portato all’identificazione dell’investitore che, sentito dai poliziotti, inizialmente ha negato ogni accusa, affermando di essere estraneo alla vicenda.

Gli investigatori, però, non hanno creduto alla versione dell’automobilista che, sin dall’inizio, è apparso agitato e discordante e, recatisi presso la sua abitazione, hanno rinvenuto sul parabrezza della sua autovettura una targhetta istituzionale che l’uomo aveva ricevuto in dotazione quando era in servizio quale funzionario della Motorizzazione civile di Catania.

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Di fronte all’evidenza dei fatti e per evitare ulteriori conseguenze, l’automobilista ha confessato quanto successo, consegnando anche la paletta utilizzata in occasione del sinistro stradale avuto in piazza Mancini Battaglia. L’indagato ha anche ammesso che una volta andato in pensione, ha trattenuto per sé la paletta e la targhetta distintiva che gli erano state assegnate per motivi di servizio. Tanto la paletta che la targhetta sono state sequestrate e messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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