Piazza Vincenzo Bellini, commercianti in “mutande” contro la crisi

Immediata la risposta degli assessori Falco e Rando: "Siamo di fronte a una becera strumentalizzazione elettorale di chi non si fa scrupolo di utilizzare gli esercenti per sostenere una parte politica"

Sono scesi a protestare i commercianti del centro storico di Catania. Un centinaio di ristoratori e negozianti dichiarano di essere stanchi delle scelte politiche dell’attuale amministrazione, la quale sembra non adotti misure per fronteggiare la drammatica crisi economica che sta colpendo la città etnea.

Ci hanno ridotto in mutande e noi protestiamo in mutande – dichiara Roberto Tudisco, presidente Fipet Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Turismo –  Negli ultimi due mesi ci hanno levato il suolo pubblico, poi ce lo hanno ridato e dopo ancora diminuito, non possiamo lavorare in queste condizioni. Abbiamo anche richiesto copia scritta dei regolamenti che determinano i parametri in base a cui viene deliberata la concessione del suolo pubblico – continua Tudisco – ma l’assessorato alle attività produttive non ci ha fornito i riferimenti normativi specifici. Inoltre, nonostante la crisi il comune ha aumentato del 50% la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche”.

Tra i motivi della protesta anche i parcheggi di piazza Alcalà e piazza Carlo Alberto.

“La gente posteggia in quelle zone per venire nei nostri locali ma ogni sera i vigili fanno multe e di conseguenza i catanesi non scendono più al centro. Chiediamo che le zone di piazza Alcalà e piazza Carlo Alberto, dalle 20 alle 2 del mattino siano parcheggi liberi a disposizione dei tanti cittadini che vogliono frequentare il centro”.

Immediata la risposta degli assessori Fabio Falco e Santi Rando: “Siamo di fronte a una becera strumentalizzazione elettorale di chi non si fa scrupolo di utilizzare gli esercenti per sostenere una parte politica. L’amministrazione comunale sta rilasciando le autorizzazioni nei tempi e nei modi dovuti, come ben sanno gli operatori commerciali, con cui ogni giorno gli uffici collaborano per trovare soluzioni eque che contemperino le esigenze delle attività con quelle del decoro urbano e dei residenti. Pazienza se questa opera di doverosa mediazione non piace a qualche esponente di sigla sindacale più impegnato in campagna elettorale che a difendere gli interessi di categoria”.

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