Pistole finte in videoclip neomelodico: paura in via della Concordia, ma l'artista si scusa

Alcuni giovani in motorino arrivano con le armi in mano in via della Concordia, ma è solo un videoclip del cantante neomelodico Dario Porto che, intervistato da CataniaToday, si scusa e spiega: "La prossima volta chiederemo i permessi"

Due auto e quattro motociclette sono arrivate in via della Concordia venerdì scorso, intorno alle 20.30, e hanno bloccato la strada. Circa dieci persone scendono dai mezzi, armi in mano e si dispongono lungo la carreggiata, "terrorizzando noi cittadini - spiega un testimone della scena - e ostruendo il passaggio". Le pistole però sono finte, giocattoli di scena, ed il "commando" arrivato in strada non è altro che lo staff del giovane cantante neomelodico Dario Porto, giunto sul posto per girare il video-clip dell'ultimo brano - ancora inedito - dell'artista, "Carcere". Una canzone che, come spiega lo stesso Porto a CataniaToday, parla di "malavita", e per la quale è stato necessario "simulare una rapina per strada".

"Sono molto dispiaciuto per quanto è successo - spiega il neomelodico - non sapevamo che ci volessero dei permessi particolari per fare le riprese ed effettivamente abbiamo fatto un po' di confusione". "Ho sempre cantato altri tipi di brani, è la prima volta che faccio una canzone che parla di malavita - chiarisce ancora l'artista - La polizia è arrivata perché giustamente avevamo delle armi giocattolo, con il tappuccio rosso, ma chi ci ha visto si è probabilmente spaventato e ha chiamato le forze dell'ordine". "Non è successo nulla chiaramente - tiene a precisare - abbiamo mostrato tutti i documenti e ci hanno lasciati andare, chiarendo che per le prossime volte avremmo avuto bisogno di andare in Questura e richiedere i permessi". 

Tuttavia, all'interno del repertorio del giovane neomelodico, classe 1996, non esistono solo storie di criminalità ma, al contrario, anche temi d'amore e vicende sentimentali. "Canto sin da piccolissimo ma artisticamente sono nato nel 2015 quando ho registrato il mio primo lavoro discografico con Gianni Vezzosi - racconta Porto - Il brano che però mi ha dato più successo è quello che ho girato con mia sorella Serena Porto Fernimmele Ccà". "La musica -  chiarisce - è un modo in cui tanti giovani riescono a dare un taglio con gli errori del passato, non è nulla di brutto o criminale".

La canzone che ha provocato tanto clamore, "Carcere", come spiega infine il neomelodico "è una cover del mio amico Enzo Bruno che parla della verità della strada, di quello che succede nei quartieri. Non è riferita a qualcuno in particolare, ma descrive una situazione generale". Per quanto riguarda la paura che hanno provocato le riprese, l'artista spiega infine: "Effettivamente non c'era la polizia municipale a chiudere la zona ed è potuto sembrare strano. Ma - conclude - con duecento persone che guardano la scena, mi sembra un po' da ignoranti preoccuparsi".

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