Minacce e “pizzo” ai danni di un imprenditore edile: quattro arresti

L'imprenditore era stato costretto a realizzare gratuitamente in loro favore lavori di ristrutturazione, per un costo effettivo di 18.000 euro, presso un'abitazione dei due ubicata in provincia

Nella mattinata di ieri, a San Pietro Clarenza e Mascalucia, i carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione V.V. del ’64, G.V. del ’59, A.V. del ’61, tutti fratelli, pregiudicati, affiliati al clan Pillera – Puntina e G.V., 28enne, figlio del primo.

Le investigazioni hanno avuto inizio a seguito della denuncia per estorsione presentata da un imprenditore edile catanese. Dalle indagini effettuate è emerso che dal 2011, in più circostanze, gli arrestati avevano esercitato continue minacce e intimidazioni con finalità estorsive nei confronti della vittima.

In particolare, l’imprenditore era stato costretto a realizzare gratuitamente in loro favore lavori di ristrutturazione, per un costo effettivo di 18.000 euro, presso un’abitazione dei due ubicata in provincia.

I lavori venivano effettuati dall’impresa della vittima dopo che quest’ultimo era stato più volte minacciato, nonostante in quel periodo la ditta stesse attraversando un grave periodo di crisi. Terminati i lavori, padre e figlio hanno continuato a minacciare l’imprenditore tentando addirittura di imporgli l’assunzione di G.V. per un salario mensile di ben 3.600 Euro.

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Tra le varie vessazioni accertate è significativa quella che vede G.V. entrare con fare arrogante nei locali dell’impresa, costringere tutti gli operari ad andarsene e chiudere con un lucchetto il portone di ingresso in modo da impedire l’accesso gridando che l’azienda era di sua proprietà. L’episodio dava inizio alla successiva fase persecutoria, quando i tre fratelli hanno iniziato a pretendere che l’imprenditore redigesse loro una procura per la cessione dell’azienda e dei macchinari, per un prezzo tre volte inferiore all’effettivo valore di mercato. A tale richiesta, palesemente ingiusta, sopraffatto dalle continue e ripetute intimidazioni, l’imprenditore ha deciso quindi di denunciare tutto ai Carabinieri che hanno immediatamente avviato le indagini. A conclusione delle investigazioni sono state quindi emesse dal Tribunale di Catania le misure cautelari.

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