Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Policlinico etneo, tecnica contro recidive alla tiroide con "linfoadenectomia profilattica"

Il Policlinico di Catania è l'unico in Sicilia ad applicare un protocollo chirurgico che ripara da recidive o da future metastasi, a breve o medio termine, del carcinoma alla tiroide

Il Policlinico di Catania è l'unico in Sicilia ad applicare un protocollo chirurgico che ripara da recidive o da future metastasi, a breve o medio termine, del carcinoma alla tiroide. La procedura internazionale si chiama '"Linfoadenectomia profilattica laterocervicale nei carcinomi papilliferi" ed è eseguibile in quelli dal diametro superiore al 1.1 centimetri. Al paziente vengono dunque rimossi gruppi di linfonodi laterali oltre ai tumori utilizzando come "porta d'ingresso" la stessa incisione eseguita durante l' intervento di tiroidectomia totale.

Il protocollo viene attuato dal prof. Roberto Ciuni, sin dal 2014 nel reparto Clinica chirurgica 1 sotto la guida del prof. Francesco Basile, e sino ad oggi sono stati sottoposti a tale procedura 162 pazienti. I potenziali benefici della linfoadenectomia profilattica sono: riduzione delle persistenze/recidive della malattia e probabile riduzione di re interventi. I dati evidenziano un 29% di metastasi linfonodali laterali misconosciute alla diagnosi, e questo potrebbe esporre il paziente a eventuali secondi interventi chirurgici o ripetuti trattamenti radio metabolici.

"Il carcinoma della tiroide, per lo meno la variante piu' frequente, quella papillifera, metastatizza a livello dei linfonodi del collo - spiega all'Ansa il professor Ciuni - e spesso tali metastasi non sono individuabili durante l'esame ecografico, date le piccole dimensioni. La percentuale di linfonodi occulti, cioè non diagnosticati nel tempo pre-operatorio, e' purtroppo alta. Così, molti pazienti sottoposti a intervento di tiroidectomia totale, cioe' la rimozione totale delle tiroide per cancro, spesso non beneficiano della corretta stadiazione, ossia la corretta prognosi post-operatoria che permette di scegliere il tipo di trattamento da destinare al paziente. Ciò può complicare la scelta tra eseguire la terapia radiometabolica e il più ordinario follow-up. Inoltre le metastasi linfonodali possono perdere la capacità di essere sensibili al trattamento radiometabolico".

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