Policlinico, la denuncia di un papà: "Strutture inadatte, giochi sporchi e personale impreparato"

Il padre di un bimbo visitato poco tempo addietro nel reparto di Neuropsichiatria infantile del presidio etneo racconta i disservizi subiti e fa un appello alle istituzioni sanitarie

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del genitore di un bimbo di quasi 2 anni che, un po' di tempo addietro, ha dovuto essere visitato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico di Catania.

"Buongiorno,

desidero raccontare cosa è successo alla mia famiglia, a seguito di una visita specialistica in un ospedale universitario, nella “civilissima” Catania. Sono un genitore di un bimbo di quasi 2 anni che, tempo addietro, ha dovuto recarsi presso il Policlinico di Via Santa Sofia per una visita neuropsichiatrica infantile per il proprio figlio. Anticipo subito che, dopo essere arrivati in Reparto, a seguito del previsto iter di prenotazione, alle ore 8.00, siamo usciti dall’ospedale solo alle 14.30!!!! In sostanza, scopriamo che tutti gli altri utenti avevano lo stesso appuntamento per le ore 8.00. Nessuna gestione delle visite. Nessun appuntamento programmato per nessun altro orario. Poiché non bisogna solo criticare ma anche proporre soluzioni, penso e mi domando come mai non vengano assegnati appuntamenti in orari diversi ai vari utenti. Mi riferisco, ad esempio, al disagio inutile che gli utenti fuori provincia debbono subire per essere presenti alle 8.00. Senza considerare, inoltre, che tutti i bambini, in base anche all'età, hanno necessità di mangiare ad orari specifici.

Esposta la mia perplessità in merito, il personale dipendente si è limitato a rispondere superficialmente e genericamente che, dal canto loro, ci avevano provato ma che non aveva funzionato. Ad ogni modo, arrivati al Reparto, il quale dovrebbe accogliere bambini di ogni età a cui devono essere successivamente somministrati test di valutazione cognitiva e quant’altro, ci ritroviamo in una struttura che logisticamente non ha nulla di “umano” e “dignitoso”. Non esiste una vera e propria sala d'attesa attrezzata per gli utenti cui è destinato il reparto: i bambini. Niente che possa alleviare loro la noia o distrarli ed evitare che arrivino nervosi alla visita con il medico, il quale, ribadisco, dovrebbe valutare, in condizioni di normalità, in maniera quanto più genuina, il loro stato psicologico. Non si tratta, in questo caso, di una visita di routine, quale ad esempio potrebbe essere quella dall’oculista per la valutazione della miopia (dato oggettivo), per cui il fattore stress, in linea di massima, non inficia l’esito dell’esame di un bimbo. Si pensi, invece, ad un bambino che non ha niente da fare se non stare fermo, costretto per ore a stare seduto nel passeggino o in grembo ai genitori. Quali i risultati attesi? Quale valutazione sarà mai attendibile ed appunto genuina sul fattore neuropsichiatrico di un bambino che arriva all'esame nervoso, affamato o addirittura addormentato?

Nella suddetta fantomatica sala d’attesa, costituita dal corridoio e da uno spazio che definirei più come uno “slargo”, non è presente l’ombra di un televisore che trasmetta cartoni animati in modo da fare trascorrere più piacevolmente il tempo in attesa della visita, di tavolini con sedioline affinché i piccoli possano stare seduti o giocare o, meglio, socializzare. Mi chiedo, a questo punto, come possa un noto centro commerciale di mobili svedesi essere più avanti logisticamente di un Ospedale universitario riguardo l’accoglienza e l’attenzione verso i bambini. Dove sono i Direttori Generali o i Direttori Sanitari?

Hanno mai fatto un giro per i propri reparti, si sono resi conto della qualità di servizio che offrono alla cittadinanza? O sono troppo impegnati politicamente a presenziare inaugurazioni, convegni, dibattiti? Evidentemente, locali ed attrezzature adatte allo scopo avranno costi talmente eccessivi da non poter essere sostenuti da un’Azienda Ospedaliera universitaria impegnata nella costruzione di nuovi mega ospedali! Cosa ben più grave, però, è che ci accorgiamo che non esiste un luogo idoneo per cambiare il pannolino al bambino o dei bagnetti dedicati ai piccoli utenti; insomma: nursery inesistente. Che dire dell’igiene? Vengono somministrati ai bimbi dei test attraverso giochi o oggetti di uso comune, che vengono dati senza essere stati preventivamente puliti. Ho visto personalmente dare a mio figlio, senza fare in tempo ad eccepire nulla, un cucchiaino da the che rapidamente lui ha messo in bocca, dopo essere stato tirato fuori da una valigetta riposta in un angolo di una stanza. Al termine il cucchiaino è tornato mestamente al suo posto senza che lo stesso fosse stato in qualche modo ripulito; immagino che la stessa sorte sia toccata anche agli altri bambini prima e dopo mio figlio. Lo stato dei giochi e dei vari strumenti che sono d’ausilio alla diagnosi è in una condizione pietosa: sporchi, logori, non igienizzati. È questo che un cittadino comune merita? È questo che ha da offrire il Servizio Sanitario Nazionale italiano in Sicilia?

Io sono un onesto contribuente e mi sento amareggiato, scoraggiato, offeso ed indignato! Dopo un’attesa durata quasi 5 ore, mio figlio è arrivato alla visita stanco, affamato, nervoso e stremato. Come c'era da aspettarsi si è perfino addormentato dinanzi alla dottoressa. Mi chiedo, dunque, alla fine che valore abbia realmente il risultato del test effettuato. Può considerarsi attendibile un test svolto in queste condizioni? Mi viene in mente che per la misurazione della semplice pressione arteriosa bisogna stare tranquilli, non agitarsi e possibilmente sdraiarsi. Saranno forse “nuove” linee guida basate su “nuovissime” evidenze scientifiche a consigliare che i test di valutazione cognitiva, comportamentale, dell’apprendimento in età evolutiva vengano effettuati sotto stress?

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Non voglio fare inutili polemiche e sterili critiche, vorrei solo che venisse prestata la dovuta attenzione ai più deboli, cioè ai pazienti, ed in particolare ai più indifesi tra loro, cioè i bambini. Basterebbe poco, credo: rivedere l’organizzazione, adeguare i locali, piccoli accorgimenti, insomma, perché si possa offrire un servizio migliore, se non altro, più dignitoso. E a poco varrebbe , a mio parere, la scusa che l’utenza vandalizzerebbe la struttura. Scusate il mio sfogo e la mia protesta, ma non ce l’ho fatta a rimanere in silenzio. Mi auguro che leggendo tutto ciò chi deve intervenire lo faccia prontamente e, se necessario, interpelli gli organi competenti (NAS, ASP, Tribunale dei diritti del malato, Ministero della Salute, ecc.) in modo che possano essere alleviati inutili disagi ed evitate intollerabili sofferenze a coloro (bambini e genitori) che sono costretti a utilizzare la struttura di cui ho parlato". 

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