Policlinico, grande incompiuta: il pronto soccorso mai aperto

Spesi circa 18 milioni per una struttura dotata di eliporto. In buono stato sia l'interno che la zona circostante del plesso. "Perchè non renderlo allora attivo, creando così un servizio per gli abitanti della zona nord della città?". Questa la richiesta del consigliere Giuseppe Catalano

Ennesima opera incompiuta, almeno fino ad oggi. Passando lungo via Santa Sofia è possibile "ammirarla". Stiamo parlando della struttura che avrebbe dovuto ospitare il pronto soccorso del Policlinico Universitario. Sono stati spesi in tutto circa 18 milioni per realizzarla, con un progetto all'avanguardia e la creazione persino di un eliporto sopraelevato. Dal 2010 circa il plesso è pronto, ma da allora versa in uno stato di abbandono totale. Nonostante questo l'interno e la zona circostante si presentano in ottime condizioni, come testimoniano anche le immagini.

Proprio in questi giorni è arrivata la nomina, da parte dell'assessorato alla sanità regionale, del nuovo manager dell'azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Paolo Cantaro, che va a occupare un posto rimasto vacante negli ultimi mesi. "Possibile arrivare ad una svolta per le sorti del pronto soccorso del Policlinico?": è questo l'auspicio del consigliere comunale Giuseppe Catalano, il quale ha più volte sollecitato l'amministrazione etnea con interrogazioni verbali durante la fase ispettiva del consiglio: "Ho sollecitato spesso l'amministrazione - spiega Catalano -, anche se ad oggi il comune di Catania non ha alcuna competenza sulla vicenda. Sarebbe però opportuno interfacciarsi con gli organi competenti della Regione Siciliana e con la direzione dell'ospedale Policlinico, per accellerare l'iter che renda attiva e operativa una struttura già completa da anni. In tal senso auspico anche un interessamento diretto del nuovo direttore Paolo Cantaro, nominato nei giorni scorsi"

La messa in funzione della struttura sarebbe un servizio destinato a tutta la parte nord della città, Trappeto Nord, Barriera, Canalicchio, Cibali, San Giovanni Galermo e paesi limitrofi dell'area pedemontana, più tutti i paesi da Paternò in giù che con la grande viabilità potrebbero facilmente arrivare al Policlinico. Tutto questo enorme bacino infatti non può attualmente usufruire del servizio di pronto soccorso nei pressi di via Santa Sofia.

Il consigliere Catalano spiega per tale motivo l'importanza di una riapertura del plesso: "Ad oggi esiste il pronto soccorso del Vittorio Emanuele, che dovrebbe spostarsi al San Marco di Librino, e quello del Garibaldi, occorre però rendere funzionale anche questa struttura del Policlinico, realizzata e mai resa operativa, per permettere a coloro che abitano la parte nord della città di raggiungere facilmente un pronto soccorso in caso di emergenza, senza dover incorrere in file interminabili per giungere in centro città"

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