Il Pronto Soccorso del Policlinico di Catania: un’eterna incompiuta

La nostra redazione ha denunciato da tempo la situazione. Oggi a sollevare il caso sono la deputata Giulia Grillo e la senatrice Nunzia Catalfo del M5S. "L'attivazione di tale pronto soccorso già esistente, ma ad oggi chiuso, contribuirebbe a ridurre il ponderoso sovraffollamento dei presidi ospedalieri di Catania"

Opera incompiuta, almeno fino ad oggi. Passando lungo via Santa Sofia è possibile "ammirarla". Stiamo parlando della struttura che avrebbe dovuto ospitare il pronto soccorso del Policlinico Universitario. Sono stati spesi in tutto circa 18 milioni per realizzarla, con un progetto all'avanguardia e la creazione persino di un eliporto. La nostra redazione ha denunciato da tempo la situazione. Oggi a sollevare nuovamente il caso sono la deputata Giulia Grillo e la senatrice Nunzia Catalfo del M5S.

"Catania ancora una volta si conferma come la città delle eterne incompiute: tra queste, uno dei casi più clamorosi, riguarda il Pronto Soccorso dell'ospedale Policlinico, costato 18 milioni di euro, ma mai consegnato alla cittadinanza. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione al Ministro competente per sapere se è a conoscenza di tale fatto, quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di evitare che le criticità emerse comportino un ulteriore spreco di denaro pubblico e cosa intenda fare, nell'ambito delle proprie attribuzioni e in raccordo con l'amministrazione interessata, affinché il pronto soccorso dell'azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Catania venga attivato in tempi brevi".

Nell'interrogazione presentata è stato evidenziato come Catania sia inserita in una vasta area metropolitana comprendente circa 700.000 residenti che vivono nei paesi dell'hinterland: la maggior parte della popolazione che fruisce dei pronto soccorso catanesi proviene da fuori città (160.000 accessi annui).

Il pronto soccorso del Policlinico, in buono stato e completo perfino degli arredi, vanta un grande padiglione a 3 piani che potrebbe ospitare: un centro emotrasfusionale, ambulatori e poliambulatori, rianimazione e terapia intensiva con 18 posti letto, un blocco operatorio con sterilizzazione con 2 sale operatorie destinate al pronto soccorso, il centro unificato per le prenotazioni, un parcheggio multipiano da 303 posti auto, elisuperficie sulla terrazza.

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"Dunque l'attivazione di tale pronto soccorso già esistente, ma ad oggi chiuso, contribuirebbe a ridurre il ponderoso sovraffollamento dei presidi ospedalieri di Catania e provincia considerato che medici e cittadini catanesi da anni sono allarmati per l'inadeguatezza dei presidi medici d'urgenza della loro città"- dicono ancora la Grillo e la Catalfo che aggiungono - "attualmente a Catania sono operative soltanto le strutture "Garibaldi vecchio", "Vittorio Emanuele" e "Cannizzaro": presto la struttura ubicata all'interno del vecchio "Vittorio" verrà chiusa per essere probabilmente sostituita con la nuova apertura prevista presso l'ospedale San Marco a Librino; inoltre è stata prospettata l'ipotesi della costruzione di un nuovo Pronto Soccorso all'interno del "Garibaldi" di Nesima che comporterà il notevole impegno economico di circa 50 milioni di euro. Tale soluzione non risulterebbe risolutiva - fanno notare le due deputate - vista la distanza di soli 2 chilometri da il "Garibaldi vecchio" e di 4,6 chilometri dal Policlinico dove già esiste la citata struttura finita, ben attrezzata, ma chiusa".

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