Policlinico, la denuncia della Uil: "Illegalità e paradossi, confidiamo nel nuovo Rettore"

In un dialogo con CataniaToday, il segretario regionale Uil-Rua Nino Gatto ha deciso di denunciare alcune storture che riguardano le strutture sanitarie universitarie e, in particolar modo, il Policlinico di Catania

Si svolgerà questa mattina, all'Hotel Nettuno di Catania, il congresso regionale della Uil Rua, il comparto del sindacato che si occupa di Ricerca ed Università. Durante quest'occasione, il segretario regionale Nino Gatto - storico sindacalista dell'azienda Policlinico di Catania - denuncerà alcuni nodi, secondo lui centrali, da portare all'attenzione del nuovo governo regionale guidato da Nello Musumeci. In un dialogo con CataniaToday, Gatto ha deciso di anticipare ai nostri lettori le tematiche che riguardano la città di Catania e, in particolar modo, le strutture sanitarie universitarie. A partire proprio dal Policlinico che, senza peli sulla lingua, il segretario definisce "Il paradosso dei paradossi".

La critica all'accorpamento

"L’accorpamento dell’ex Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele con l’Azienda Policlinico ha creato un’Azienda dall’identità ignota nella quale si sono registrate le azioni più vergognose - attacca durante Gatto - riuscendo a mettere in pratica atti e fatti privi, a nostro avviso, di legittimità e a fare scempio delle più elementari regole sia contrattuali che giuridiche". "Ovviamente risulta assolutamente impossibile sintetizzare il tutto in questo contesto ma non si può non citare come si siano alternate intese e disconoscimenti di protocolli Regione-Università; contenziosi giudiziari amministrativi rimasti incomprensibilmente da anni pendenti; azioni di bilancio sia da parte dell’Azienda che dell’Università a dir poco incomprensibili e che hanno procurato immeritati benefici economici per entrambi gli Enti; svendita di rami di azienda accomunando beni mobili, immobili e personale".

La questione dei 350 dipendenti

Gatto ricorda inoltre la questione dei circa 350 dipendenti di ruolo dell’Università ceduti all’Azienda e successivamente "rifiutati dalla Regione", a suo parere "caduti in un oblio e destinati a un’incomprensibile naturale estinzione nell’assoluta assenza di un proprio ruolo istituzionale giacché non più personale né dell’Università né della Sanità". "Su quest punto conosciamo la sensibilità del Rettore Francesco Basile - ammette il sindacalista - e lo esortiamo a spendersi nella direzione del ripristino della legalità, non tanto e non solo per la questione del personale ma nel superiore interesse dell’Università per i risvolti economici che tutta la questione comporta".

I rapporti con i sindacati

Il "massimo dell’illegalità", come lo definisce Gatto, si è raggiuto a suo parere "nei rapporti di questa Azienda con le Organizzazioni Sindacali". "Nonostante questa Azienda sia sempre appartenuta al comparto dell’Università - aggiunge - così come confermato, anche a seguito dell’accorpamento dei comparti di contrattazione da 13 a 4, a tutt’oggi, in modo arbitrario, non viene applicato il CCNL di riferimento né vengono riconosciute le prerogative sindacali alle categorie del comparto stesso. Poi se ci si mette anche la Magistratura di mezzo il quadro è completo". Il segretario regionale parla di una sentenza del Giudice del lavoro di Catania che ha rigettato un ricorso della Uil-Rua, "senza entrare nel merito, per un cavillo procedurale legato a sopraggiunti problemi di rappresentanza in relazione alla costituzione della Federazione Scuola RUA imposta dall’accorpamento dei Comparti", denuncia ancora.

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La stima nei confronti del nuovo Rettore

"Credetemi - conclude infine Gatto - è veramente dura in questa nostra terra fare affermare la legalità! Abbiamo assicurato al Rettore Francesco Basile il nostro totale sostegno nello sbrogliare l’intrigata matassa nella quale si è aggrovigliata questa Azienda e, con spirito costruttivo, lo riconfermiamo per intero purché si vada nella direzione che le attuali e vigenti norme, nonché i CCNL di riferimento, vengano rispettati e applicati anche in questa Azienda, così come avviene pacificamente a Messina e a Palermo e nel resto d’Italia".

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