Affitti in nero e sfruttamento di lavoratori: controlli della polizia

Numerosi controlli da parte del commissariato Borgo-Ognina nei confronti dei datori di lavoro che, approfittando dello stato di bisogno, impiegano in modo del tutto irregolare o totalmente in nero in violazione della normativa previdenziale e fiscale

Nei giorni scorsi, personale del commissariato Borgo-Ognina ha effettuato controlli straordinari per reprimere il fenomeno degli affitti in nero e dello sfruttamento dei lavoratori da parte dei datori di lavoro che, approfittando del loro stato di bisogno, li impiegano in modo del tutto irregolare o totalmente in nero in violazione della normativa previdenziale e fiscale.

In particolare, è stata accertata l’assunzione in nero di un custode notturno di una struttura, un uomo anziano che percepiva poco più di 2 euro l’ora a fronte di circa 400 ore di lavoro mensili (oltre 10 ore al giorno), senza alcuna garanzia previdenziale né riposi. Anche in altro caso si è accertato che, un giovane, senza alcun contratto, a fronte di 300 ore mensili, percepiva poco più di 2 euro l’ora, senza riposo settimanale e senza alcun rispetto delle norme a tutela dei lavoratori.

In entrambi i casi, è emerso che i datori di lavoro, pur essendo a conoscenza dello stato di bisogno dei dipendenti, che pur di lavorare hanno accettato simili condizioni, hanno approfittato di tale status impiegandoli e costringendoli ad accettare condizioni di lavoro misere, usuranti e senza alcuna tutela. Pertanto, i due datori di lavoro sono stati denunciati in stato di libertà per i reati di sfruttamento dello stato di bisogno dei lavoratori, reato previsto dall’art. 603 bis del codice penale che prevede la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da 500 a 1000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Durante i controlli, sono state accertate altre 3 assunzioni senza alcun contratto di lavoro, quindi, è stato informato l’Ispettorato del lavoro e, in materia di affitti in nero, è stato accertato la dichiarazione di un inquilino che ha dichiarato di pagare 350 euro in nero, già da diversi anni.

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