Alunni “cronisti” della Montessori-Mascagni intervistano il comandante della polizia postale

Il dirigente del Compartimento della polizia postale “Sicilia orientale” Marcello La Bella risponde alle domande poste dai ragazzini di scuola media del “comprensivo” Montessori-Mascagni di Catania sul crimine informatico, il cyber-bullismo e la pedo-pornografia on-line

Signor comandante chi sono i pedofili che si nascondono nella Rete? Cosa commettono? Perché non li arrestate tutti?”. L' “orco”, questo sconosciuto, spiegato ai giovanissimi pre-adolescenti seduti fra i banchi di una scuola media. Filo diretto, fra navigatori-smanettatori della Rete ed il tutore dell'ordine nel mare di Internet. Alunni “giornalisti” per un giorno, della seconda media sezione “D” dell'istituto scolastico “Montessori-Mascagni” del quartiere San Leone di Catania, hanno parecchi quesiti e richieste di rassicurazione da porgere al primo dirigente della Polizia di Stato in servizio alla Polizia postaleMarcello La Bella, da quasi vent'anni impegnato sul campo nel nostro territorio nel contrasto alla delinquenza del “mare magnum” di Internet, dirigente del Compartimento della polizia postale e delle comunicazioni “Sicilia orientale” che copre le province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, il quale ha ben volentieri risposto alle domande scritte a più mani da ragazzini di 11/12 anni.

Chi sono i cosiddetti “criminali informatici”? - domandano gli alunni Salvo, Simone, Santo, Tommaso e Angelo - Ci spiega cosa vogliono dire in concreto certe espressioni e cosa significano fenomeni come il “cyber-crime”, i furti di identità, il “sexting”, la “cyber-security”, l' “email-sharing”, gli attacchi di “phishing” ed infine il “cyber-bullismo”?

Sono chiamati criminali informatici - spiega il capo di “Polposta” Sicilia orientale, Marcello La Bella -, in senso ampio e forse non sempre corretto, coloro che utilizzano la Rete o le nuove tecnologie per commettere reati: siamo nel mondo del cosiddetto 'cybercrime'. Con i reati commessi on-line sono stati coniati anche nuovi termini come, ad esempio, questi che avete citato: il sexting, dalla crasi, fusione, dei due termini sex e texting, ovvero lo scambio di messaggi, immagini o video dal contenuto erotico-sessuale; il phishing, una particolare tipologia di truffa realizzata sulla rete Internet attraverso l’inganno degli utenti che si concretizza principalmente attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli; il cyber-bullismo, ovvero il bullismo elettronico con cui si indicano le varie forme di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, compiuta tramite Rete, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

I nostri insegnanti ci dicono che la pedofilia in Rete è un fenomeno in aumento- chiedono invece gli alunni Sebastiano S., Giuseppe, Marzia, Emily e Niko -Il suo Compartimento collabora con il prete siciliano anti-pedofilia Don Fortunato di Noto? Esiste un “luogo oscuro” sul web, in cui circolano video osceni e disumani? Come possiamo difenderci da questi mostri?

In breve, può definirsi pedofilo un soggetto adulto attratto sessualmente da minori. Non credo che la pedofilia sia in aumento o meglio che vi siano più pedofili rispetto al passato, ma certamente la Rete e le nuove tecnologie hanno offerto ai pedofili nuovi e potenti strumenti per le loro perversioni. La pedofilia e la pedo-pornografia sono condotte criminali gravi e la Polizia mette in campo le sue migliori risorse per contrastarle. Molte sono le operazioni di polizia che hanno condotto all’arresto di tantissimi pedofili. Ad esempio, lo scorso anno sono state un centinaio le persone, arrestate o denunciate, individuate dalla Polizia postale di Catania. In questa lotta alla pedofilia on-line siamo collaborati da diversi enti ed associazioni, tra queste una importante è la Meter di Don Fortunato di Noto, che quotidianamente ci segnala siti di pedopornografia. Esistono molti lati 'oscuri' sul web, siti e spazi difficili da rinvenire, in cui circolano video e immagini disumane, realizzate e messe in rete da quelli che voi giustamente definite 'mostri'. Il consiglio è di non farsi incuriosire e non andare a cercare questi siti, e se ci si dovesse imbattere per caso, segnalarlo subito alla Polizia postale. A proposito di consigli, vi raccomando di leggervi quanto pubblicato sul sito della Polizia 'www. commissariatodips.it e di scaricare sul vostro smartphone l’app 'YouPol' utile per fare segnalazioni”.

Alcuni nostri amici usano un'app sul cellulare, che lei sicuramente già conosce, di nome “Tik-Tok” - è quindi la domanda degli altri alunni della II D, Giulia L., Giulia S., Alessandra, Giulia P. e Giovanna -Con questa applicazione è possibile condividere sui nostri smartphone, dei brevi video, con altri ragazzini. Però i nostri genitori e i professori dicono che è sbagliato mettere le nostre immagini su questa ed altre piattaforme. Ci può dare qualche consiglio?

La protezione dei vostri dati è una delle raccomandazioni che dovete sempre tenere a mente quando siete su Internet. Le vostre immagini rappresentano un dato personale e dovete imparare a proteggerlo. Ecco perché, sono, in generale, d’accordo con i vostri insegnanti e genitori. Ricordate che una volta immessa una vostra immagine o un video sulla Rete, ne avete perso il controllo, e potrebbero rimanere per sempre on-line, infatti 'la Rete non dimentica'Inoltre, qualcuno potrebbe utilizzarle impropriamente, anche contro di voi. Di conseguenza occorre prudenza, impostare adeguatamente sui social le regole di sicurezza e privacy, restringere quanto più possibile le persone con cui condividere immagini o video. E, se accade qualcosa di illecito ma anche di inopportuno, bisogna intervenire subito, parlare con insegnanti o genitori e, se del caso, avvertire la Polizia”.

Comandante - chiedono infine Denny, Seby S., Sebastiano G. e Marzia A. -, ci chiamano “nativi digitali”, e voi avete il difficile compito di proteggerci: vi sentite un po' gli “sceriffi” del Web? Sappiamo poi che il suo compartimento, controlla ogni giorno la rete di Internet, in cerca di foto e video osceni e scioccanti, per contrastare i reati. Di quanti poliziotti è composto il suo Reparto? 

Spesso ci hanno etichettato come 'gli sceriffi del web': se indicarci così, vi fa sentire più sicuri… va bene! Facciamo del nostro meglio per garantire la sicurezza degli internauti, soprattutto dei più piccoli, dei 'nativi digitali', e questo è uno tra gli obiettivi prioritari della polizia di Stato. Il mio reparto, la Polizia postale della Sicilia orientale, è composta da circa 80 poliziotti, e avere più uomini sarebbe sempre utile ma, considerato che per il nostro lavoro occorrono grandi capacità e conoscenze informatiche ed investigative, il gruppo di uomini attuale riesce a fare fronte alle varie esigenze. Per quanto riguarda la stanchezza, avete ragione. Monitorare migliaia di siti, social-network, esaminare computer e smartphone, soprattutto visionare immagini e video osceni, produce molto stress ma il poliziotto deve essere sempre preparato a gestire situazioni critiche di questo tipo; in più, gli uomini della Polizia postale sono supportati da un gruppo di psicologi della polizia di Stato che opera a Roma, alla nostra Direzione centrale, e che dà anche i giusti consigli nell’ambito delle attività sotto copertura”.

Il progetto-attività didattica “Alunni-giornalisti per un giorno”, nel “Comprensivo” di via Di Gregorio diretto dal preside Angelo D'Agosta, ha coinvolto in prima battuta l'insegnante di Lettere, prof Giustina Carlino, che ha coordinato l'iniziativa: “Certamente si tratta di un'esperienza formativa - dice l'insegnante - che è stata apprezzata molto dai miei alunni di seconda media. Hanno avuto in tal modo l'opportunità di porre domande direttamente ad una autorità, rappresentata in questo caso da una figura istituzionale di primo piano, nel campo delle Forze dell'ordine. Ringrazio il dirigente di Polizia dottor La Bella, che non si è affatto sottratto nel fornire risposte utili e ad affrontare tematiche anche molto 'spinose', quali i tristi fenomeni del bullismo in Rete o peggio, della pedo-pornografia on-line. Questi fra l'altro, rappresentano nodi di stretta attualità, che riguardano direttamente gli alunni della scuola dell'obbligo”. 

La nostra scuola - è il commento del dirigente scolastico della Montessori-Mascagni, prof Angelo D'Agosta, e della vicepreside, prof Maria Disma - è da sempre molto sensibile alla prevenzione fra i minorenni, dei rischi on-line che si corrono su un uso non consapevole e non controllato di cellulari e tablet connessi 'H 24'. Questa iniziativa didattica, ha il merito di coniugare lo stimolo e l'interesse verso il mondo del giornalismo fra i banchi di scuola; ed anche un'adeguata opera di formazione e sensibilizzazione su bullismo, stalking ed uso consapevole dei social-network, partita da un esperto molto qualificato qual è il dirigente della Polizia postale Marcello La Bella, che ringrazio e con il quale da anni organizziamo, assieme ai suoi uomini del Reparto, incontri sulla legalità e il cyberbullismo legati ad Internet, qui a scuola coi nostri ragazzini”. "Certi disagi - concludono il preside e la sua vicaria -, che manifestano i ragazzini fra i banchi di scuola media, prede e bersaglio di atti di bullismo e minacce che si materializzano sui social-network, vanno individuati e trattati con la massima attenzione tramite un'opera di ascolto e di osservazione anche per i minimi segnali, riguardanti spesso gli alunni più fragili. E' dunque importante, per tutti gli insegnanti, sviluppare in classe forme di comunicazione, di empatia, di relazione di fiducia reciproca coi ragazzini, al fine di venire incontro ai loro bisogni, creare un clima di benessere, monitorare le loro fasi evolutive di crescita, in una fascia d'età molto delicata”.

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