Porto: coordinamento provinciale dell’Idv scrive al Ministro Passera

Lettera al membro dell’esecutivo da parte del segretario provinciale dell’Italia dei Valori, l’avv. Silvestro Di Napoli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Egr. Sig. Ministro Passera,
Il porto di Catania già da tempo definito  “porto delle nebbie”, è tuttora oggetto di interrogazioni parlamentari ed indagini della Magistratura per la sua gestione viziata  da  influenze politiche  in assoluto  contrasto con la lettera e con lo spirito della legge istitutiva delle Autorità Portuali.


La recente devastazione  dell’alveo e della foce del Torrente Acquicella sull’area del futuro ampliamento portuale in violazione della L.431/85,  rappresenta l’ ultima di una serie di irregolarità già sotto esame dei competenti organi giudiziari.
Tali irregolarità partono già nel 2000 con la  retrocessione di quella parte di demanio siciliano destinato ad ampliare la circoscrizione dell’Autorità Portuale, eseguita nonostante priva del necessario Decreto del Presidente della Repubblica e del rispetto dei DPR 684/1977 e 1825/1961.


Si continua con il prolungamento della diga foranea eseguito nel 2001 senza che il PRG di Catania ed  il Consiglio Comunale ne sapessero  nulla e senza che la Autorità Portuale avesse rivelato  l’inevitabile insabbiamento del porto , il conseguente pregiudizio allo sviluppo mercantile ed il preordinato utilizzo esclusivo di “porto turistico”.


Si prosegue con la Conferenza dei Servizi, irregolarmente mantenuta dal 2001 al 2009 nonostante le anomalie procedurali allo scopo di  avvantaggiare un unico  concessionario di “porto turistico” sull’ intero ampliamento portuale che veniva protetto dal prolungamento della diga foranea. Un ingiusto vantaggio in dispregio persino della L.84/94 che non permette all’interno dei porti mercantili le edificazioni dei “porti turistici”,  ma semplici approdi per il diporto nautico.


Nel 2007 viene avvedutamente bocciato con voto unanime del Consiglio  Comunale  il  delirante piano regolatore portuale che prevedeva l’utilizzo delle banchine portuali già esistenti  come fossero ricche aree ad alto indice di edificabilità  per oltre un milione di metri cubi di fabbricati anche  per usi impropri a quelli portuali.


Sulle banchine ancora da realizzare sono stati progettati dalla Acqua Marcia altri 400.000. mc. di edifici residenziali e commerciali altrettanto impropri e  truccati ad arte come “porto turistico”.


Risulta già privatizzato per lunghi decenni  pubblico edificio ex Dogane, camuffato da Stazione Marittima,  peraltro del tutto carente, che di fatto  nasconde un altro centro commerciale improprio.


Alla fine del suo secondo ed ultimo mandato, l’attuale Presidente della Autorità Portuale ha  chiuso alla cittadinanza i due soli varchi esistenti del porto polifunzionale ed internazionale di Catania e ne ha affidato senza alcuna gara di evidenza pubblica la “sorveglianza ad una ditta privata di pulizie che  ha integrato il proprio ed unico dipendente con altri  23 nuovi assunti per eseguire tale nuovo compito di “polizia” portuale.


Non vi è dubbio alcuno sig. Ministro, che la S.V. debba affidare la gestione della Autorità Portuale ad un commissario di provata esperienza e capacità gestionale. Voglia pertanto la S.V. nominare e scegliere tale figura,con estrema urgenza, fra i numerosi e competenti quadri militari delle  Guardie Costiere Italiane escludendo i quadri della Direzione Marittima di Catania che abbiano già fatto parte o lo facciano tuttora nella qualità di Vicepresidenti del Comitato Portuale di gestione della Autorità Portuale.
 

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