Dal Porto al centro, turisti abbandonati tra segnaletica poco chiara e disagi

Dalla banchina di approdo al 'centro storico' - a partire da piazza Teatro Massimo - la distanza da percorrere è quasi inesistente, ma non esiste alcun tipo di segnaletica o di info-point al quale potersi rivolgere per ricevere le prime, fondamentali, informazioni

La situazione del turismo a Catania, è un fatto inopinabile, è decisamente migliorata. Per una serie di motivi, nazionali ed internazionali, il capoluogo etneo, negli ultimi cinque anni, è tra le mete più ricercate dai visitatori di tutto il mondo. E, se da un lato fioccano le strutture ricettive private - soprattutto le antiche case, trasformate in caratteristici B&B - dall'altro l'organizzazione delle attività e dei collegamenti è rimasta drammaticamente indietro. I turisti arrivano alle pendici dell'Etna in ogni modo, tra collegamenti aerei più che raddoppiati e navi da crociera, ma appena approdati hanno grosse difficoltà a raggiungere le principali attrazioni offerte dalla città. 

Catania, città accogliente per i turisti? | VIDEO 

Se per l'aeroporto lo stato dell'arte è mediamente accettabile, con un servizio navetta che collega lo scalo con la stazione Giovanni XXIII, il vero 'scandalo' è rappresentato dal 'benvenuto' che gli ospiti internazionali ricevono una volta sbarcati dalle - ormai poche - crociere che arrivano al porto di Catania. Dalla banchina di approdo al 'centro storico' - a partire da piazza Teatro Massimo - la distanza da percorrere è quasi inesistente, scarseggia la segnaletica e non esiste un info-point al quale rivolgersi per ricevere le prime, fondamentali, informazioni. L'ufficio della Città Metropolitana di Catania, una volta all'interno della Vecchia Dogana, ha chiuso i battenti da circa un anno, in seguito alle continue lamentele del personale, costretto a lavorare in condizioni di sporcizia dopo le 'serate' musicali che venivano organizzate all'interno dell'immensa struttura demaniale. 

Una volta eliminato questo unico, sporadico, baluardo di civiltà, il turista - che difficilmente trova qualcuno capace di dare indicazioni in inglese - è sostanzialmente abbandonato a se stesso, o all'aiuto della tecnologia. Senza i servizi di geolocalizzazione forniti da Google, sarebbe infatti impossibile capire come muoversi e in che direzione, perché - una volta capito come raggiungere l'uscita - si arriva nella trafficata via Dusmet, dove la carreggiata occupa tre quarti dello spazio calpestabile e il marciapiede è una piccola, esigua, lingua di pietra lavica. Anche dopo gli 'Archi' della Marina non esistono strutture dedicate alle informazioni per il turismo, né pubbliche né private, ed il compito è delegato ai pochi commercianti della zona. Che, tra un panino ed una fetta di carne di cavallo, provano a spiegare alle coppie di russi, francesi e tedeschi come raggiungere la fontana dell'Amenano, la piazza Duomo o lo splendido teatro belliniano. 

Non è raro, infatti, osservare, dall'uscita dell'infrastruttura - che porta all'ex parcheggio ormai sequestrato - fino a piazza dei Martiri, giovani e meno giovani fermarsi per guardare i propri smartphone, le indicazioni che hanno previamente stampato da casa, o provare a leggere la cartellonistica in Italiano e tradurla su Internet. Dalla cosidetta apertura del Porto, che sostanzialmente si è tradotta nell'abbattimento di una piccola parte di mura cintarie, sono passati ormai due anni e della promessa 'promenade' nell'area demaniale che costeggia gli archi dall'interno, non si è vista ancora traccia. Anche se i progetti esistono, soprattutto quelli legati alla pedonalizzazione di parte della via Dusmet. Arteria che, tra le altre cose, è via di fuga in caso di calamità naturale. 

All'interno dello scalo, l'unico punto che serve a orientare i passeggeri è un infopoint privato di alcune compagnie crocieristiche che apre solo in caso di arrivi e che, ovviamente, non funziona per gli altri turisti che decidono di avventurarsi dentro. L'intera area del porto cosiddetto 'nuovo',  riservata alla diportistica e ai servizi per la ristorazione, sembra essere stata designata soltanto al divertimento ' indigeno', fermo restando la possibilità per il turista di poter usufruire della musica e delle bevande dei diversi locali che, ormai, rappresentano un punto di riferimento per la 'nuova' movida notturna. Con tutti i problemi di viabilità che si creano nel weekend, il proliferare di parcheggiatori abusivi, le soste selvagge sulla carreggiata, e la chiusura degli ingressi alle autovetture dalle 16 del pomeriggio alle 4 del mattino, così come spiegano le guardie private che presidiano l'ingresso. 

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