Porto, 17 migranti annegati: tra loro anche due bimbe

Ci sono anche due bimbe e ben 12 donne e due minorenni tra le 17 vittime del naufragio di migranti avvenuto due giorni fa nel canale di Sicilia. Due presunti scafisti del naufragio sono stati fermati dalla squadra mobile

Ci sono anche due bimbe e ben 12 donne e due minorenni tra le 17 vittime del naufragio di migranti avvenuto due giorni fa nel canale di Sicilia, oltre a tre uomini. I loro corpi sono arrivati nel tardo pomeriggio al porto di Catania a bordo della fregata "Grecale'"della Marina Militare che ha soccorso anche i 206 superstiti dell'ennesima sciagura in mare.

Due presunti scafisti del naufragio sono stati fermati dalla squadra mobile della Questura etnea. La Procura di Catania, oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, gli contesta il naufragio e l'omicidio volontario plurimo

L'imbarcazione è affondata dopo avere preso acqua e per lo spostamento di tutte le persone a bordo per evitare di cadere in mare. E' la ricostruzione della causa del naufragio di migranti nel Canale di Sicilia secondo i primi accertamenti degli investigatori nell'inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Poco prima che il natante imbarcasse acqua ci sarebbe stato un fermo improvviso del motore, che non è stato ancora accertato se sia da collegare con la scoperta di una eventuale falla nello scafo del peschereccio.

VIDEO  - Strage di migranti: scontro aperto tra Italia e Ue

"Poteva andare peggio. Per fortuna questo evento si è verificato in prossimità di un mercantile- ha spiegato il capitano di fregata Stefano Frumento- che quindi è intervenuto poco dopo recuperando gran parte dei naufraghi. Non posso dare delle stime certe, però queste barche di solito trasportano dai 200 ai massimo 250 immigrati, quindi la stima iniziale potrebbe essere ridimensionata".

Intorno alle 23 le 17 salme sono state adagiate all'interno di altrettante casse in legno disposte in fila lungo la banchina dagli operai del servizio funebre comunale, mentre i migranti giunti a terra dopo essere stati rifocillati sono stati fatti salire a bordo delle vetture Amt e trasferiti in una struttura di prima accoglienza.

Una preghiera davanti alle salme è stata recitata sulla nave Grecale da rappresentanti della Caritas diocesana, della comunità di Sant'Egidio e della Comunità islamica siciliana. Ognuno dei presenti, con dei fiori in mano, ha pregato nella propria lingua e seguendo i precetti del proprio credo.

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