Porto, Notarbartolo:"Meno navi da crociera, numeri preoccupanti"

Presentata ieri sera in Consiglio comunale un'interpellanza dell'intergruppo “Lavoro e Sviluppo”. Saverino: "Turismo risorsa strategica"

“Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un ampio dibattito sul significativo decremento di navi da crociera approdate al Porto di Catania, unico scalo marittimo siciliano ad aver registrato un trend negativo negli approdi. I numeri sono preoccupanti, ora è necessario e urgente un intervento del Comune per il rilancio del settore del turismo crocieristico cittadino, a partire da un'indagine sulle cause reali della perdita di competitività del nostro Porto”. Lo afferma il consigliere comunale del Partito Democratico Niccolò Notarbartolo, che ieri sera (giovedì 30 gennaio) ha presentato un'interpellanza in Consiglio comunale rivolta alla Giunta Bianco con cui si chiedono all'amministrazione chiarimenti in merito alle attività da intraprendere per il rilancio del settore turistico catanese.

L'interpellanza, primo firmatario Notarbartolo, è stata sottoscritta da tutti i consiglieri del neonato intergruppo consiliare “Lavoro e Sviluppo” e porta quindi le firme di Sebastiano Arcidiacono, Ersilia Saverino ed Elisabetta Vanin. “Il settore turistico catanese vive un periodo di grande difficoltà – scrivono i consiglieri – Nel 2013 sono approdate nel Porto di Catania 102 navi da crociera, con una significativa flessione rispetto all'anno precedente (121 navi nel 2012). Nel Porto di Palermo sono approdate ben 191 navi da crociera nel 2013 (157 nel 2012) e in quello di Messina 219 nel 2013 (188 nel 2012)”.

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Numeri che fanno ben comprendere come il Porto di Catania sia l'unico ad aver registrato un calo negli approdi. Nell'atto ispettivo si chiede chiarezza sulle cause di questo drammatico fenomeno. “Secondo i dati forniti dall'Autorità Portuale il costo complessivo ad approdo nello scalo marittimo di Catania è pari ad 18.735,90 euro, mentre negli scali di Palermo e Messina i costi complessivi di approdo sono pari a circa 13 mila euro” si legge ancora nell'interpellanza, in cui si sottolinea come ad incidere maggiormente non siano tanto gli oneri del conferimento in discarica dei rifiuti (la cui incidenza è pari al 12% del costo complessivo ed in linea con i costi degli altri scali marittimi siciliani), ma soprattutto i costi di gestione della Stazione marittima: “Si tratta di diritti portuali per passeggeri in transito e per passeggeri sbarcati e servizi di assistenza dei passeggeri crocieristi, che incidono per il 56% del costo complessivo per un totale di 10.568 euro ad approdo contro i 5 mila di Palermo e i 4.600 euro di Messina”. Tutto questo, nonostante le “strutture inadeguate” - come scrivono i consiglieri comunali - della Stazione marittima catanese che accoglie i crocieristi. “Il turismo rappresenta una risorsa strategica per la crescita economica di Catania – aggiunge in conclusione Ersilia Saverino – Chiediamo quindi al Comune quali iniziative intende mettere in atto per il rilancio della crocieristica, se ritiene che eventuali investimenti in strutture e servizi possano agevolare la riduzione dei costi di gestione della Stazione marittima e di accelerare l'iter di approvazione del Piano Regolatore Portuale con l'obiettivo di effettuare investimenti che migliorino l'attrattività dello scalo catanese”.

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