Quarto giorno della Diciotti al porto, il Sindaco: "Spero che l'Europa rompa il silenzio"

Ancora in fase di stallo la situazione della nave sulla quale si trovano 150 migranti ormai stremati. Si attende nelle prossime ore un vertice Ue che permetta ai paesi europei di trovare un accordo

Restano ancora a bordo i 150 migranti presenti sulla nave Diciotti, al porto di Catania. Dopo lo sbarco dei 27 minori non accompagnati avvenuto l'altro ieri la situazione è rimasta in fase di stallo e si attende nelle prossime ore un vertice Ue che consenta di trovare un accorto tra i Paesi Europei che consenta alle persone a bordo, ormai stremate, di poter finalmente sbarcare. Nella mattinata i migranti hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame come forma di protesta.

La vita a bordo, le prime immagini girate sulla nave Diciotti - Video

"La nostra macchina dell'accoglienza si è mossa impeccabilmente"

Sul caso che sta facendo tanto clamore, in Italia e all'estero, il sindaco Salvo Pogliese ha dichiarato:"Ho sentito il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che mi ha riferito il suo impegno presso le istituzioni comunitarie per tentare di convincere i paesi membri alla doverosa solidarietà internazionale a cui sono chiamati e a cui, invece, tentano irresponsabilmente di sottrarsi. Auspico che il buon senso prevalga nelle prossime ore e che l’Europa rompa finalmente il suo assordante silenzio con soluzioni adeguate e immediate per superare lo stallo della nave Diciotti ormeggiata nel porto di Catania. La nostra macchina dell’accoglienza, che anche ieri sera per lo sbarco dei minori si è mossa impeccabilmente con il coordinamento del Prefetto con cui da giorni sono costantemente in contatto, è pronta a ogni evenienza per fare fronte ai nostri compiti di assistenza".

"E per rispetto di questo delicatissimo momento diplomatico, anche nell’interesse nazionale - conclude Pogliese - è opportuno che cessi ogni tipo strumentalizzazione ai soli fini di politica interna, anche per rispetto ai tanti che ciascuno con il proprio stile e le proprie competenze, in queste ore si adoperano concretamente per alleviare la condizione dei migranti e superare l'impasse internazionale".

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Un'altra giornata di presidio

Si prospetta un'altra giornata di contestazioni e proteste al porto di Catania. A partire dalle 11 infatti ci sarà un presidio della Cgil Sicilia. 

Il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, definisce "gravissima, inaudita, la situazione in atto, lesiva della dignità umana, di diritti fondamentali a partire da quello alla libertà. Saremo a Catania - spiega - per ribadire principi umanitari per noi irrinunciabili e per dire ancora una volta che in un Paese civile l'accoglienza è un dovere, soprattutto nei confronti di chi sfugge a situazioni intollerabili nei Paesi di provenienza".

Tensione al porto, gli attivisti tentano di superare il blocco della polizia - Video

Le parole di Salvini

"Ostaggi? Gli ostaggi sono stati gli italiani. Lo sono degli immigrati e dell'Europa, da troppo tempo. Con questo governo non lo saranno più. È finita un'epoca", dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che - intervistato dal Corriere della Sera - ribadisce il suo no al far scendere gli immigrati dalla nave Diciotti. E come se ne esce? "Con un bell'aereo che arriva da una delle capitali europee all'aeroporto di Catania. Gli europei dimostreranno il loro cuore grande caricando tutti gli aspiranti profughi. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta con i giovani". Oggi l'Europa si riunirà sul tema. Cosa direte? "L'Europa deve sapere che il governo italiano è irritato", risponde. "L'Italia è contribuente dell'Europa per circa 6 miliardi l'anno - osserva -. Ne abbiamo in cambio problemi su pesca, agricoltura, turismo, commercio, banche". L'Italia taglierà i contributi all'Unione? "Stiamo entrando nella discussione sul bilancio, in cui le decisioni richiedono unanimità. Per noi, l'unanimità Bruxelles non la vedrà neanche col binocolo. E non siamo gli unici": "La maggior parte dei Paesi pretende lo stop all'immigrazione. A metà settembre ci sarà la riunione dei ministri dell'Interno europei, e lì lo si vedrà. Io, nei prossimi giorni, incontrerò Viktor Orbán a Milano". "Ci sarà - prosegue - parecchio di cui parlare. Si dice che in base ai trattati, alle convenzioni, a Ginevra, noi non possiamo riportare gli immigrati indietro. Bene. Ma trattati e convenzioni si possono modificare". Non pensa di aver avuto un atteggiamento di sfida verso la magistratura? "Non è questione di sfida, ci sono milioni di processi in arretrato e mi stupisce che ci sia qualche magistrato che ritiene di aprire un fascicolo per sequestro di persona", ma "se mi convocano, sono a disposizione. Se l'autorità giudiziaria riterrà di indagarmi, processarmi o arrestarmi, troverà in me un italiano pronto a difendersi".

Micciché a Catania

"Sono qui con la Commissione Sanità dell'Ars, la presidente La Rocca Ruvolo, e altri componenti". Così il presidente dell'Assemblea siciliana, Gianfranco Micciché, nel porto di Catania per salire a bordo della Diciotti, dribblando le domande dei giornalisti sulla dura presa di posizione che ha preso su Facebook nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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