Truffe alle Poste Italiane: dopo il caso di San Gregorio, scatta l'allarme assegni clonati

Mentre Poste Italiane garantisce che i risparmi dei clienti saranno garantiti, un'impiegata romana si è vista prosciugare il conto corrente tramite un assegno perfettamente clonato e scambiato a Catania

Sul caso dell'ufficio postale di San Gregorio, la sede romana di Poste Italiane, in una nota, comunica che - già da tempo- Poste ha avviato un'indagine sulla vicenda e " a seguito di controlli interni ha accertato fatti e responsabilità".

L'Azienda, inoltre, fa sapere che "finora non ha ricevuto denunce da parte dei clienti in merito ai fatti accaduti. Tutte le iniziative ispettive e di controllo sono state coordinate e richieste da Poste Italiane che sta contattando individualmente tutti i clienti, o i loro aventi causa, coinvolti nella truffa al fine di tutelarne gli interessi".

"La truffa - conclude la nota-  è limitata ai buoni postali emessi anni addietro e intestati prevalentemente a clienti già deceduti e non interessa altri rapporti come ad esempio libretti postali".

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Così mentre Poste Italiane garantisce che i risparmi dei clienti saranno garantiti, un altro fatto mette in discussione quanto promesso. Nei giorni scorsi, infatti, un'impiegata romana si è vista prosciugare il conto corrente - con un prelievo di 9 mila euro - tramite un assegno perfettamente clonato e scambiato a Catania da una donna non ancora identificata. E un altro episodio - questa volta inverso- ha visto sempre protagonisti Roma e Catania: l'assegno clonato del conto corrente di un imprenditore catanese è stato scambiato nella Capitale.

Sugli episodi indaga anche la polizia postale che, per il caso dell'assegno clonato dalla donna, sta visionando le immagini del sistema di videosorveglianza per individuare la donna che si è presentata alle poste di Vulcania con l'assegno falso.

 

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