Poste Italiane, Ugl: la preoccupazione dei portalettere catanesi con l’aumento dei contagi

Ugl: “Ripristinare regole per evitare contatto con utenti, ma stop alle incombenze. Tutelare anche i lavoratori delle filiali”

Il costante aumento della curva di contagio da Covid-19 anche nella provincia di Catania, ha fatto scattare l’allarme tra i lavoratori del comparto comunicazione e logistica catanesi che, nei giorni scorsi, hanno scritto una nota a Poste italiane spa ed all’Agenzia per le garanzie nelle comunicazioni. “L’incremento dei casi in tutti i comuni dell’area metropolitana sta destando parecchia preoccupazione tra i portalettere anche dal punto di vista organizzativo – spiega il segretario provinciale di Ugl comunicazioni Mario Crisà. Con la fase 2 ed il ritorno ad una semi normalità è stata anche ripristinata la modalità di consegna dei prodotti postali che prevedono l’obbligatoria firma del destinatario. Abbiamo quindi chiesto a Poste di riattivare quanto già invece previsto in fase 1, con l’apposizione della sottoscrizione di avvenuta consegna da parte del postino, dopo aver ricevuto l’assenso dell’utente, ed il rilascio del prodotto senza contatto tra i due soggetti. Questo – aggiunge Crisà – ad esempio continua ad avvenire per i plichi inviati tramite Amazon ed in parte, da oggi, è stato stabilito anche per il resto delle consegne. Siamo soddisfatti che la nostra azienda abbia recepito in parte l’appello che abbiamo lanciato a tutela degli impiegati di questo settore aziendale. Abbiamo dovuto registrare però, con rammarico, che le nuove disposizioni giunte tempestivamente riguardo gli oggetti a firma, non faranno altro che rendere più complicato il lavoro. Ad ogni operatore, infatti, verranno scaricati costi, tempi e responsabilità per evitare di incrociare utenti potenzialmente positivi, motivo per cui non ci sembra difficile intravedere un certo cinismo da parte di Poste nei confronti di chi lavora in prima linea ed ha diritto di essere salvaguardato in tutto. Non si può proteggere il lavoratore dal contagio e poi caricarlo di incombenze perché la società non riesce a semplificare le procedure. Chiediamo quindi a Poste ancora uno sforzo per venire incontro alle necessità dell’area comunicazione e logistica che, fino ad ora, durante questa singolare situazione epidemiologica non si è mai tirata indietro, operando con professionalità.” Il pensiero di Ugl comunicazioni va anche ai dipendenti delle filiali che, con il restringimento delle misure di contenimento, sono tornate ad essere un potenziale focolaio di tensioni da parte della clientela costretta ad attendere all’esterno degli uffici postali. “Auspichiamo per questo – conclude il segretario Crisà – che si provveda con urgenza a dotare i centri nevralgici della provincia dell’indispensabile servizio di vigilanza, in modo tale da proteggere chi lavora nei vari sportelli e non ha nessuna colpa per il disagio provocato dalle disposizioni utili a salvaguardare tutti.”

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mafia: maxi confisca da 31 milioni a Guglielmino, il "re" dei supermercati

  • Coronavirus, morto l'avvocato Ferlito: per lui era stato lanciato un appello ai donatori di plasma

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Covid, Musumeci: "Negozi chiusi la domenica, non ci possiamo permettere assembramenti"

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

  • Disposizioni anticovid, i carabinieri controllano gli spostamenti tra comuni

Torna su
CataniaToday è in caricamento