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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Belpasso

Denunciato il postino che gettava la corrispondenza nella “grotta di dinamite"

Recuperate oltre 2 mila buste non recapitate. A scoprirle qualche giorno fa nella grotta di Belpasso, personale speleologico del Club Alpino Italiano che ha presentato una denuncia ai carabinieri

Oltre duemila lettere gettate via, troppa fatica nel consegnarle, così lui, il postino, impiegato di una società di servizi - la Olimpo Service srl – delegata alla consegna di corrispondenza in ambito regionale, ha trovato la scorciatoia pensando di farla franca. Corrispondenza inviata da istituti di credito, studi legali, compagnie assicurative e società di servizi a privati cittadini. A scoprirle qualche giorno fa nella grotta naturalistica denominata “Grotta di Dinamite”, in contrada Pettirosso, del comune di Belpasso, personale speleologico del Club Alpino Italiano che ha presentato una denuncia ai carabinieri della Stazione di Belpasso.

La direzione della società, sollecitata dai carabinieri, ha chiarito il meccanismo utilizzato per lo smistamento della posta fino a giungere nelle mani del fattorino che, attraverso la tracciatura della stessa, tramite l’utilizzo di un palmare dotato di lettore ottico, procede allo “sparo” del barcode presente sulla busta. Questa operazione consente di risalire al fattorino a cui viene affidata la corrispondenza, consentendo di monitorare la busta fino alla fase del recapito al destinatario.

Una volta giunti sul luogo di recapito lo stesso operatore avrebbe dovuto certificare la consegna della busta, leggendo il barcode con lo stesso palmare che, attraverso il Gps, memorizza e trasferisce, tramite Sim card, sul sistema, i seguenti dati: “luogo data e ora del recapito”, e successivamente avrebbe proceduto ad imbucare la corrispondenza tracciata.

Grazie a questo automatismo i carabinieri, analizzando un campione di 250 buste, recuperate dagli speleologi del C.A.I., sono riusciti ad attribuire la posta esaminata ad una sola persona, un catanese di 21 anni che dovrà rispondere all’Autorità giudiziaria di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni.

Nel frattempo il personale del C.A.I. ha recuperato tutta la corrispondenza depositata sul fondo della grotta riempendo ben sette sacchi di juta, posti sotto sequestro dai carabinieri.

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