Precari degli enti locali, fronte comune dei sindaci per salvarli

Fronte comune degli amministratori del Calatino a sostegno dei quasi mille precari del territorio in gravi difficoltà dopo il disco rosso della Corte dei Conti, secondo la quale per i Comuni non vale alcuna deroga alle norme statali in tema di assunzione di personale

Fronte comune degli amministratori del Calatino a sostegno dei quasi mille precari del territorio in gravi difficoltà dopo il disco rosso della Corte dei Conti, secondo la quale per i Comuni non vale alcuna deroga alle norme statali in tema di assunzione di personale.

Sono praticamente un bluff, secondo il parere dei giudici contabili, la legge regionale del 2010 e la circolare del governo regionale dello scorso anno, che assicurava l'avvio del processo di stabilizzazione in deroga ai paletti fissati dalle Finanziarie Tremonti.

Su iniziativa del sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro, ieri pomeriggio, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio, si sono riuniti i rappresentanti di buona parte dei centri del comprensorio, che a conclusione hanno incontrato una delegazione di precari di Caltagirone, Ramacca, Scordia, Vizzini, Raddusa, San Michele di Ganzaria e San Cono, presenti per esprimere il proprio disagio.

Leitmotiv degli interventi degli amministratori è stata l'esigenza di trovare una soluzione, attraverso un'iniziativa congiunta Regione – Stato, che eviti il dramma per tantissime famiglie. Anche perché i precari sono, nel frattempo, divenuti assai importanti, in molti casi persino insostituibili, in tutti gli enti locali.

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Per martedì 27 marzo, alle 17, nello stesso salone di rappresentanza – annuncia Pignataro – abbiamo concordato di organizzere un'assemblea, al municipio, con sindaci, presidenti dei consigli comunali, parlamentari, sindacalisti, presidenti Anci provinciale e regionale e rappresentanti dei precari per assumere un'iniziativa unitaria con cui far levare dal Calatino la richiesta di soluzione di questa grave problematica. Il momento è difficile. Bisogna costituire un tavolo fra Regione e governo nazionale per trovare una soluzione condivisa e scrivere la parola fine a oltre vent'anni di precariato”.

 

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