Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Da circa 20 anni esistono i precari "storici" del Comune

"Noi Puc Siamo ormai presenti ovunque, ma la nostra sorte ancora è in bilico, anzi veniamo accusati che tempo addietro non abbiamo voluto accettare l'inquadramento nella Fascia B, poiché siamo schizzinosi e vogliamo l'inquadramento nella fascia C e D , poiché tutti diplomati e laureati. Ma non è così"

"Mi presento sono Lucia Caffo, una dei tanti precari storici della regione Sicilia, oggi voglio raccontarvi la mia storia, uguale a quella di tutti i miei colleghi.
Era il lontano Novembre ' 89 quando una chiamata dell’Ufficio di collocamento, dove regolarmente mi ero iscritta appena diplomata, mi inviò  presso la Cooperativa ENTEL per la realizzazione di un censimento “l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Da quel momento iniziò la lunga storia: facevo parte dei lavoratori ex art.23, e di proroga in proroga continuai così fino al 2001. In questi dodici  lunghi anni le nostre prestazioni lavorative non avevano coperture previdenziali, noi donne non avevamo nessun diritto neanche quello classico della maternità. Però, i nostri redditi erano assimilati a quelli dei dipendenti quindi tassati sul 730. Non potevamo avere partita Iva per svolgere altri lavori, non potevamo  partecipare a corsi di formazione.

Poi la Regione Siciliana emanò una legge la 85/95 con la quale si poteva avere un vero contratto di lavoro che avrebbe portato ad una stabilizzazione definitiva.
Quindi nacquero i PUC (lavori di pubblica utilità) e negli anni ’90 cominciò il lento avvio di una chiamata attraverso il collocamento in cui gli Enti Pubblici presentarono dei progetti a cui tramite una graduatoria stilata dagli Uffici Provinciali abbiamo avuto la possibilità di avere un vero contratto di lavoro.

In un periodo in cui gli enti pubblici non potevano fare concorsi, fu la manna dal cielo. Avevano personale nuovo con un finanziamento regionale che pagava l’80% delle competenze salariali, per un contratto di 18 ore e quindi aprirono le porte a questo personale, qualificato, diplomato e laureato. Nel 2001 il Comune di Catania fu l' Ente per cui decisi allora di lavorare.

Nel 2001, così come tanti altri lavoratori in questi svariati anni, diventai “Contrattista”, ovvero una dei lavoratori a cui il contratto di diritto privato viene rinnovato di anno in anno mantenendo il livello d'appartenenza. Io sono un Istruttore Amministrativo, presso la Direzione Decentramento, Anagrafe e Statistica, presso la Vˆ Municipalità. Dopo anni di part time in cui lavoravo 18 ore, sono passata a un full time di 35 ore, grazie ad un Provvedimento fatto dal nostro Sindaco.
Ben 22 anni sono passati ma tutto è rimasto invariato.

Siamo ormai presenti ovunque, ma la nostra sorte ancora è in bilico, anzi veniamo accusati che tempo addietro non abbiamo voluto accettare l’inquadramento nella Fascia B, poiché siamo schizzinosi e vogliamo l’inquadramento nella fascia C e D , poiché tutti diplomati e laureati. Ma non è così. Il Direttore al Personale allora chiese solo la eventuale disponibilità, se qualora ci fosse stata la disponibilità di posti nella fascia B, ma dopo non cambiò nulla.

Poi qualche anno fa il Sindaco ci propose un assunzione in fascia B, ma rimase solo una proposta. Nulla ci  portò  all’assunzione a tempo indeterminato.
Il patto di stabilità pone ora un freno all'assunzione a tempo indeterminato dei precari di lungo corso, ma penso che è un nostro diritto avere assicurata la stabilizzazione. Oggi 26 novembre, incontreremo il nostro Sindaco, il quale ci auguriamo possa aiutarci ad imboccare una strada che ci porti ad una risoluzione definitiva, considerato anche i programmi del nostro nuovo Governatore della Sicilia. Siamo ormai stanchi, vogliamo uscire da questo incubo!"

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