Presentati gli accordi Catania-Tunisi per la tutela ed educazione ambientale

Si infittiscono i rapporti tra gli Atenei di Catania e Tunisi mirati alla tutela ed all’educazione ambientale, scambi culturali e di ricerca negli ambienti costieri sommersi ed emersi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Si infittiscono i rapporti tra gli Atenei di Catania e Tunisi mirati alla tutela ed all’educazione ambientale, scambi culturali e di ricerca negli ambienti costieri sommersi ed emersi. Ed in occasione dell’incontro sul tema “Europa e nuove frontiere dei popoli e delle terre del Mediterraneo”, che si è tenuto nella sala consiliare del Municipio di Nicolosi, sono stati presentati i due accordi di programma sottoscritti nel maggio scorso tra il Centre Culturel Sidi Smaane Chizen di Djerba con l’Ecomuseo dei Monti Climiti di Melilli (gestito dal Cutgana dell’Università di Catania, diretto da Maria Carmela Failla) e con l’Ente fauna siciliana finalizzati proprio alla ricerca in ambito naturalistico e culturale sulle problematiche riguardanti il territorio, l’ambiente e la cultura sull’asse Tunisia-Italia.

Ad illustrare gli accordi il delegato del rettore per le Aree protette, Angelo Messina, il direttore dell’Ecomuseo dei Monti Climiti di Melilli, Pietro Pitruzzello, il consigliere regionale dell’Ente Fauna Siciliana, Alfredo Petralia, insieme con Yamoun Messaoud (Coordinatore esecutivo dei progetti OpenMed di Tunisi e presidente del Centre culturel Sidi Smane Chizen di Djerba) e Noureddine Bouzouaia (biotecnologo dell'Università “El Manar” di Tunisi).
Presenti anche l’assessore alla Cultura, Giuseppe Mazzaglia, Salvatore Di Mauro del Mediterranean Strategic Planning – Barcellona 1995, ed il presidente dell’Ong World-Promus, Renè Kitenge.

“Grazie agli accordi – ha spiegato Messina all’unisono con Pitruzzello, Petralia e Messaoud -, saranno sviluppate attività di informazione, formazione ed educazione ambientale sui temi propri della conoscenza del territorio, tutela e salvaguardia dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile e della qualità della vita, ma anche attività di promozione della ricerca naturalistica (in particolar modo sui Posidonieti delle coste siciliane e dell’Isola di Djerba), diffusione della conoscenza dei beni naturali dei territori Tunisini e Siciliani e di collaborazione in iniziative volte alla formazione di nuove figure professionali ed alla realizzazione di corsi di educazione ambientale”.

Gli accordi prevedono anche la realizzazione di materiale multimediale e di diffusione delle conoscenze del patrimonio oltre ad iniziative di stage del personale del Centro Culturale Sidi Smaane Chizen in Sicilia e di personale dell’Ecomuseo dei Monti Climiti in Tunisia con scambi di studenti universitari.

Nei giorni scorsi il direttore dell’Ecomuseo, Pitruzzello, accompagnato da due archeologhe subacquee del Ministero del Patrimonio Culturale Tunisino, ha condotto delle immersioni subacquee in ambienti sciafili (con poca luce) e in relitti (di navi italiane) a Djerba.

Immersioni che hanno permesso agli esperti di raccogliere elementi utili per l’attuazione del programma di ricerca che verterà  principalmente sull’ecologia delle spugne che nell’isola di Djerba raggiungono dimensioni particolarmente notevoli e che vengono pescate a fine commerciali.

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