Processo Cimò, il Pm chiede l'ergastolo per il marito

Mariella Cimò è scomparsa nel 2011 e ad ucciderla, secondo l'accusa, è stato il marito Salvatore Di Grazia, al culmine di una lite nata per motivi economici e passionali

Il Pubblico Ministero Angelo Busacca non ha dubbi, ad uccidere Mariella Cimò, 72enne scomparsa nel 2011 a San Gregorio, è stato il marito Salvatore Di Grazia, occultandone poi il cadavere. Secondo l'accusa l'80enne " non merita alcuna attenuante " perché "non soltanto ha mentito, ma anche depistato", e inoltre ha "tenuto un pessimo comportamento processuale" tanto da meritare una condanna all'ergastolo.

L'anziano marito della vittima ha reso dichiarazioni spontanee affermando che "la sincerità va punita" e ribandendo la sua estraneità ai fatti ha affermato che "molti fatti confluenti o sono sottaciuti o non considerati". Per il Pm Di Grazia avrebbe ucciso la moglie al culmine di una lite scoppiata per motivi economici, ma anche passionali. Il corpo non è mai stato ritrovato, eppure per la Procura ci sono "45 gravi e univoci indizi di colpevolezza", che sono stati elencati uno per uno in aula. L'ultimo in particolare riassume il movente: "Di Grazia in definitiva si è liberato della moglie (probabilmente in esito ad un fatale ultimo litigio) per continuare liberamente (se non per incrementare) la già disinvolta e talora frenetica frequentazione di donne ad esclusivi scopi sessuali per lo più verso pagamento di somme di denaro".

L'uomo si difende definendo gli elementi elencati in aula "45 barzellette" e pare che sia ancora attaccato alla speranza di un possibile ritorno a casa della moglie ."Era troppo riservata - sostiene - magari essersi vista sulle televisioni nazionali le impedisce di tornare a casa". E continua dicendo: "Perché non si può parlare di scomparsa autonoma? E' stata uccisa? E da chi? Io so che non sono stato io, perché siamo esseri umani e non animali, ma ché scherziamo...". "Io sono rimasto solo perché aspetto mia moglie: spero di morire il giorno dopo il suo ritorno. Spero torni domani e io possa morire dopodomani".

La prossima udienza è fissata per il 21 ottobre ed è previsto per quella data l'intervento delle parti civili.

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