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Cronaca

Processo fratelli Lombardo: chiesta l'aggravante mafiosa

La Procura ha chiesto nel processo ai fratelli Lombardo l'aggravante mafiosa, per aver agito con la finalità di favorire Cosa Nostra. Al reato si aggiungerebbe così l'aggravante di mafia dell'articolo 7

La Procura della Repubblica di Catania ha chiesto al Tribunale monocratico, nel processo in cui sono imputati di voto di scambio il governatore siciliano Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, l'aggravante mafiosa, per aver agito con la finalita' di favorire Cosa Nostra.

Sulla contestazione formulata dai Pm, Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patane', deve ora pronunciari il giudice monocratico, Michele Fichera. Alla base della richiesta ci sono le recenti dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, ex boss di Agrigento, in cui si parla delle modalita' delle richieste di voti.

Secondo la tesi della Procura, le recenti dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, avrebbero fatto emergere che i candidati appoggiati dal clan potevano usufruire di una richiesta di voto che "non era selettiva ma conosciuta in tutto il rione".

Quindi secondo i Pm, discende l'applicabilita' dell'aggravante contestata in aula. Secondo il Pm Zuccaro le condizioni di omerta' in cui vivevano le persone del quartiere erano tali che nessun rivale politico denunciasse che un altro candidato avesse l'appoggio dell'associazione mafiosa, facendo emergere una sorta di "paura estesa", che si collega secondo la Procura alla "forza di intimidazione" di Cosa nostra. Il giudice Fichera ha rinviato l'udienza al prossimo 19 luglio per comunicare la sua decisione.
 

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