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Processo Vezzosi, le confessioni "sentimentali" del cantante neomelodico

"Era Gelosa e opprimente, mi ha creato tanti problemi. La nostra relazione sentimentale non è mai iniziata, non c'era corrispondenza da parte mia, abbiamo avuto un rapporto sessuale da cui è nato il figlio"

Sabato prossimo sarà a Librino per esibirsi in concerto. Ma, fino a ieri, è stato ancora impegnato con il fatto di cronaca che, da qualche mese, lo ha visto protagonista. Gianni Vezzosi, 43 anni cantante neomelodico, ha deposto ieri a piede libero in Tribunale nel processo che lo vede accusato di minacce e stalking nei confronti di una donna con cui ha avuto una storia, Laila Consoli e di lesioni personali ai danni di un amico della donna, Samuele Bombaci.

Il cantante ha ricostruito in aula il suo rapporto con la donna, conosciuta quattro anni fa per lavoro. Vezzosi ha raccontato al Pm che - quel giorno di novembre da quale sono cominciate le accuse nei suoi confronti-  si trovava incolonnato nel traffico di viale Rapisardi e fu avvicinato dalla Consoli, che si trovava da sola, la quale cominciò a inveire contro di lui con una scenata di gelosia e infilando la mano dal finestrino gli graffiò il viso.

Il Pm ha chiesto a Vezzosi "Come reagì?" e il cantautore ha risposto  ”l'ho lasciata perdere e sono andato via”. Nessuna aggressione col coltello, quindi, secondo l'imputato il quale non avrebbe ferito o minacciato nessuno. 

Poi il Pm ha chiesto al cantautore dove si trovasse il giorno del pestaggio, lo stesso ha risposto che si trovava negli uffici della casa discografica. E poi se conosceva Bombaci, Vezzosi ha detto di non ricordare, di non conoscere Bombaci.

Poi la parola è passata ai legali di Leila Consoli, parte civile al processo. Le domande dell’avvocato di parte civile Francesca Pennisi hanno ricostruito la relazione tra la Consoli e Vezzosi. Il legale ha letto alcuni sms che secondo l’accusa Vezzosi scriveva alla donna, in alcuni casi il legale ha mostrato a Vezzosi delle ricevute fiscali degli Hotel dove i due si incontravano e su quanti rapporti sessuali i due avevano avuto, agli atti anche una querela di ingiuria nei confronti della moglie di Vezzosi.

Sollecitato dai suoi difensori, ( Avvocati Ruggero Razza e Giampiero Alfarini) Vezzosi ha anche riferito che, dopo essersi sposato, ha trovato Laila sotto casa in Puglia dove risiedeva con la famiglia: "Era Gelosa e opprimente, mi ha creato tanti problemi. La nostra relazione sentimentale – precisa Vezzosi – non è mai iniziata, non c’era corrispondenza da parte mia, abbiamo avuto un rapporto sessuale da cui è nato il figlio. Gli sms? Era un modo che usavo per tenerla buona”. Il figlio nato nel settembre 2011 dalla relazione è stato recentemente riconosciuto dopo l’esame del Dna mantenendo il cognome della madre.

La prossima udienza è stata fissata dopo la pausa estiva il 19 Novembre.

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