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Processo Lombardo: l'editore Mario Ciancio replica alle accuse e si appella al Procuratore Giovanni Salvi

Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del 19 febbraio con la quale, a conclusione di un processo col rito abbreviato condizionato,il Gup Marina Rizza ha condannato Raffaele Lombardo a 6 anni e 8 mesi di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa, l'imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo (editore del quotidiano La Sicilia e membro del consiglio di amministrazione dell’Ansa) ha diffuso una nota in merito al suo coinvolgimento in presunti collegamenti di mafia

Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del 19 febbraio con la quale, a conclusione di un processo col rito abbreviato condizionato,il Gup Marina Rizza ha condannato l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo a 6 anni e 8 mesi di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa, l'imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo (editore del quotidiano La Sicilia e membro del consiglio di amministrazione dell’Ansa) ha diffuso una nota in merito al suo coinvolgimento in presunti collegamenti di mafia.

"Le valutazioni del Gup che ha condannato il presidente Raffaele Lombardo affrontano temi e argomenti concernenti la mia persona gia' noti da tempo al Procuratore della Repubblica di Catania. Sorprende la gravita' di una valutazione - aggiunge Mario Ciancio Sanfilippo - in ordine alla posizione di una persona estranea al processo e che non ha potuto certamente interloquire con il giudice per fornire dati e notizie che avrebbero determinato una valutazione di diverso tenore. Sarebbe stato fornito infatti ampio materiale documentale da cui rilevare il possesso dei miei terreni da oltre quarant'anni, circostanza che confligge con l'ipotesi di acquisti effettuati per lucrare lauti guadagni in combutta con ambienti mafiosi".

"Non intendo subire, pero' - osserva l'editore - alcuna condanna senza giudizio e sono indignato per essere stato indicato come persona vicina ad ambienti mafiosi. Ho dato mandato ai miei avvocati di affrontare immediatamente i temi sollevati dal Gup - conclude Mario Ciancio Sanfilippo - con l'unico interlocutore possibile, il Procuratore della Repubblica di Catania il quale certamente non ha bisogno di un giudice che gli dica cosa fare e al quale intendo affidare la mia persona, la mia famiglia e il futuro delle mie aziende".

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