Processo Lombardo, l'ex presidente: "Se sarò condannato pagherò"

Raffaele Lombardo, che viene processato col rito abbreviato a seguito di sua stessa richiesta, ha sempre respinto le accuse. Lombardo ha reso dichiarazioni spontanee davanti al Gup e ha affermato di voler rinunciare ad avvalersi della prescrizione per il reato elettorale

La Procura di Catania ha chiesto la condanna a 10 anni dell'ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. La richiesta è stata formulata dal procuratore Giovanni Salvi, intervenuto personalmente davanti al Gup Marina Rizza, per concludere la requisitoria condotta nelle precedenti udienze dal sostituto Giuseppe Gennaro.

Raffaele Lombardo, che viene processato col rito abbreviato a seguito di sua stessa richiesta, ha sempre respinto le accuse. Lombardo ha reso dichiarazioni spontanee davanti al Gup, e ha affermato di voler rinunciare ad avvalersi della prescrizione per il reato elettorale.

Procuratore Salvi: "Elementi solidi contro Lombardo"

Tra le pene accessorie per il fondatore del Movimento per le autonomie, la Procura di Catania ha chiesto al Gup Marina Rizza anche due anni di libertà vigilata e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La prossima udienza si terrà il 14 ottobre, quando prenderanno la parola i difensori di Raffaele Lombardo.

"Voglio rendere conto di tutto quello che ho fatto per cui se dovessi essere ritenuto colpevole di reato elettorale pagherò, non avvalendomi della prescrizione". Così Raffaele Lombardo ha motivato la decisione di rinunciare alla prescrizione del reato elettorale. "Io reati elettorali non ne ho commessi ne' tanto meno ho favorito direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente, la mafia", ha sostenuto Lombardo. "Io e il mio governo regionale, ma questo vale anche per gli anni precedenti, da presidente della Provincia e da vicesindaco di Catania, ho combattuto la mafia come, credo, poche volte è stato fatto nel passato", ha detto ancora l'ex governatore lasciando l'aula. "Quando con atti concreti si colpiscono duramente i suoi interessi come ho fatto io, non si può essere collusi o complici della mafia", ha osservato Lombardo, secondo cui "questa è la prova più tangibile della mia non estraneità, ma di ostilità alla mafia".

"La richiesta avanzata dall'accusa ha poca importanza: perchè se effettivamente Raffaele Lombardo è stato veramente un politico mafioso, dieci anni sono il minimo e deve andare in carcere. Questo è il punto: lui non è stato un politico mafioso e neppure ha avuto contatti". Lo hanno detto gli avvocati Guido Ziccone e Alessandro Benedetti a fine udienza."E il fatto che Lombardo abbia annunciato di non avvalersi della prescrizione davanti al giudice, senza alcuna rete di protezione -hanno aggiunto- già la dice lunga sulla persona e sul politico".

Lombardo ha poi ribadito la sua fiducia agli avvocati Guido Ziccone e Alessandro Bendetti: "Dal 14 ottobre -ha detto- sarà la volta della difesa e smonteremo pezzo a pezzo questa accusa virtuale, costituita su chiacchiere di mafiosi o presunti tali che molto spesso riferiscono voci mai suffragate da fatti. Ho deciso -ha affermato Lombardo- di riattivare il mio blog su Internet perchè i cittadini sappiano la verità". E ai giornalisti che gli chiedevano della vicenda del suo predecessore Salvatore Cuffaro, che sta scontando in carcere sette anni per favoreggiamento della mafia, Lombardo ha risposto: "Ci ho pensato prima, ci penserò e certamente è una cosa che mi ha sempre rattristato soprattutto dal punto di vista umano".

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