Processo "re dei supermercati", tutto da rifare: annullata la sentenza di condanna

La Cassazione ha annullato la scorsa notte la sentenza con rinvio a un'altra sezione Corte d'appello di Catania per il nuovo dibattimento. La Suprema Corte ha anche annullato la confisca dei beni di Scuto, e tra questi anche l'Aligroup

Il processo per associazione mafiosa all'imprenditore catanese Sebastiano Scuto, conosciuto come il "re dei supermercati", è tutto da rifare. Era stato condannato in secondo grado a 12 anni, ma la Cassazione ha annullato la scorsa notte la sentenza con rinvio a un'altra sezione Corte d'appello di Catania per il nuovo dibattimento.

I giudici della Suprema corte erano entrati in camera di consiglio alle 17 di ieri e ne sono usciti poco prima dell'una. Scuto era stato condannato a 12 anni di reclusione dalla prima Corte di appello di Catania il 18 aprile del 2013 a conclusione del processo di secondo grado nella parte che riguarda i presunti contatti tra l'imprenditore e i boss Bernardo Provenzano e Salvatore e Sandro Lo Piccolo per la gestione di centri commerciali a Palermo. La Cassazione ha annullato la decisione di secondo grado, che peraltro aveva notevolmente inasprito la pena portando la condanna da 4 anni e 8 mesi a 12 anni, applicando la continuazione del reato di mafia sino al 2010.

La Cassazione ha anche annullato la confisca dei beni di Scuto, e tra questi anche l'Aligroup, società della grande distribuzione che anni fa era tra le più floride d'Italia con i suoi 1.600 dipendenti.

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