Processo Noce, diventa irrevocabile la condanna all'ergastolo per Loris Gagliano

La Corte d'assise d'appello di Catania ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto l'imputato, nella penultima udienza, a sorpresa, aveva chiesto di non essere giudicato. E cosi' diventa definitiva la condanna all'ergastolo inflitta il 5 aprile del 2013 dal Gup di Caltagirone col rito abbreviato

Diventa irrevocabile la condanna all'ergastolo per Loris Gagliano il ventisettenne che a Licodia Eubea, il 27 dicembre del 2011, uccise a coltellate la fidanzata sua coetanea Stefania Noce, il nonno di lei, 71 anni, e ferì in maniera non grave la moglie di quest'ultimo, Gaetana Ballirò, 73 anni.

La Corte d'assise d'appello di Catania ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto l'imputato, nella penultima udienza, a sorpresa, aveva chiesto di non essere giudicato. E cosi' diventa definitiva la condanna all'ergastolo inflitta il 5 aprile del 2013 dal Gup di Caltagirone col rito abbreviato.

Il Pg Giulio Toscano, in rappresentanza dell'accusa aveva richiesto  la conferma della sentenza di primo grado con condanna all'ergastolo. Fuori dal palazzo di giustizia alcuni rappresentanti di vari movimenti femministi, tra cui il Coordinamento Catanese contro la Violenza ed il Femminicidio, hanno appeso questa mattina striscioni.

Nel procedimento si sono costituiti i familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Enzo e Enrico Trantino, il Comune di Licodia Eubea e il centro antiviolenza Thamaia.

Il Pg Luigi Toscano, a conclusione della requisitoria, in una precedente udienza, ha chiesto l'inammissibilità del processo di secondo grado per la rinuncia all'impugnazione avanzata dall' imputato e, in subordine, la conferma della sentenza di primo grado: l'ergastolo.

Gagliano, il 5 aprile 2013 è stato condannato al carcere a vita dal Gup di Caltagirone, col rito abbreviato, con una lettera, ha riconfermato di volere rinunciare all'appello.

Teatro della sanguinosa vicenda fu Licodia Eubea, un paesino del Catanese. Gagliano subito dopo il duplice omicidio si allontanò a bordo della sua Ford Ka, ma la fuga fu interrotta nel primo pomeriggio quando l'omicida fu bloccato sul lungomare di Acate, in provincia di Ragusa, con i vestiti ancora macchiati di sangue e nell'auto il coltello usato come arma. Ai carabinieri e al gip confessò di essere l'autore del duplice omicidio, escludendo la premeditazione.

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