Cronaca

Wind Jet, processo per bancarotta fraudolenta: numerose richieste di parti civili

I giudici hanno annunciato che scioglieranno le riserve per la prossima udienza, fissata per il 5 giugno. Tra gli imputati anche Antonino Pulvirenti, ex patron del Calcio Catania

Questioni relative soprattutto alle numerose richieste di costituzione di parte civile hanno caratterizzato la prima udienza del processo Wind Jet davanti la prima sezione penale del tribunale di Catania. Sono sedici le persone accusate di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto della compagnia aerea low cost , ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro.

I giudici hanno annunciato che scioglieranno le riserve per la prossima udienza, fissata per il prossimo 5 giugno, che sarà riservata ancora a ulteriori questioni preliminari. Tra gli imputati anche l'imprenditore Antonino Pulvirenti, ex patron del Calcio Catania. Nell'inchiesta sono confluiti i rapporti della guardia di finanza sul dissesto della compagnia che, per l'accusa, sarebbe "stato effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005".

Al centro delle indagini delle fiamme gialle un presunto giro di fatture 'gonfiate' per creare fondi in nero. La Wind Jet, che nel 2009 era la prima compagnia low cost in Italia, con tre milioni di passeggeri, in realtà, sostiene la Procura di Catania, non poteva volare da almeno quattro anni prima della chiusura perché, precisano i Pm, "nel 2005 il suo bilancio aveva un passivo di 600 mila euro che tecnicamente non le permetteva di operare". Poi, con una serie di "operazioni di maquillage di bilancio, con una bancarotta che si è dipanata negli anni", grazie anche "a controllori che non hanno controllato", si è tenuta la compagnia aperta. Accuse sempre contestate dagli imputati.

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