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da sx Fabrizio Sigona, Giuseppe Lombardo, Barbara Mirabella, Antonino Naso , Gabriele Spina, Alfio Petrone, Nunzia Leotta

da sx Fabrizio Sigona, Giuseppe Lombardo, Barbara Mirabella, Antonino Naso , Gabriele Spina, Alfio Petrone, Nunzia Leotta

Presentato il progetto " C'entro anch'io a scuola"

Il territorio di intervento del progetto è costituito dai quartieri Barriera, Canalicchio, Librino, San Giovanni Galermo di Catania

Sono 2500 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, in condizioni di povertà, minori immigrati di prima e seconda generazione, minori stranieri non accompagnati e 300 famiglie con specifiche peculiarità di disagio segnalate dai servizi sociali i destinatari del progetto "C'entro - Anch'io a scuola", selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Un progetto, presentato oggi al palazzo degli Elefanti, che vede il coinvolgimento di 32 partner della provincia di Catania, con il Consorzio Il Nodo capofila, di cui 11 istituti scolastici e 7 comuni. “Un progetto che ha un enorme valore strategico – ha esordito l’assessore ai Servizi Sociali Giuseppe Lombardo – perché mette in rete la scuola, la famiglia e il territorio rappresentato da enti e associazioni”. Partito lo scorso 27 novembre, oggi nella fase operativa e avrà durata di 30 mesi, durante i quali metterà in campo una serie di azioni grazie alla collaborazione di 200 insegnanti di istituti medie e superiori e 35 operatori degli enti coinvolti.

Tra gli altri, sono intervenuti per i saluti il sindaco di Paternò, Antonino Naso e l’assessore al ramo Nunzia Daniela Leotta e il presidente del Consiglio comunale etneo Giuseppe Castiglione. Presenti anche i referenti dei poli territoriali Glauco La Martina (coop. Prospettiva) polo Catania 2, Agata Lopes (Arci Ibla Major) polo Sud Simeto e luigi Gravina (Project Form) Polo Calatino.

Il territorio di intervento del progetto è costituito dai quartieri Barriera, Canalicchio, Librino, San Giovanni Galermo di Catania e dai comuni Acireale, Paternò, Belpasso, Biancavilla, Ramacca, Palagonia e Castel di Iudica. “Quartieri in cui emerge chiaramente la forte correlazione tra povertà materiale ed educativa – ha spiegato il direttore del progetto Gabriele Spina – che determinano forme di marginalizzazione sociale, dove si riscontra l’alta incidenza del fenomeno della dispersione, che si attesta intorno al 26 per cento, e l’insistenza di grosse difficoltà socio-economiche che incidono negativamente sul livello di qualità della vita, soprattutto dei giovani”. Deprivazione e povertà economica e culturale, che incidono fortemente sulla situazione di disagio generale in cui vivono i giovani, sfociando in fenomeni quali lo sfruttamento precoce nel mercato del lavoro, il coinvolgimento in attività illegali, bullismo e violenza nelle relazioni tra pari, nonché abbandono e dispersione scolastica.

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