Cronaca

Al via il progetto "Fast"contro le specie aliene invasive in Sicilia e a Malta

Le invasioni biologiche rappresentano il secondo più importante fattore di minaccia per la biodiversità

Nella foto un pesce scorpione, specie aliena presente in Mediterraneo

Contrastare l’introduzione, la naturalizzazione e la diffusione delle specie aliene invasive che arrecano danno alla biodiversità della Sicilia e dell’arcipelago maltese. Sono gli obiettivi del progetto di ricerca Fast- Fight Alien Species Transborder - finanziato dal Programma di cooperazione Interreg-v-a Italia Malta 2014-2021 – che sarà presentato venerdì 16 aprile, alle 10 e 30, nel corso di un webinar organizzato dall’Università di Catania. Il progetto si inserisce nel quadro della strategia dell’Unione Europea rivolta al contrasto della perdita della biodiversità e del degrado degli ecosistemi. Le invasioni biologiche rappresentano il secondo più importante fattore di minaccia per la biodiversità. Il progetto Fast si propone, quindi, di contrastare la diffusione delle specie aliene invasive a tutela della biodiversità della Sicilia e dell’arcipelago maltese tramite azioni che prevedono il loro riconoscimento e classificazione, contenimento e eradicazione, individuazione e gestione di percorsi e di veicoli di introduzione e diffusione, elaborazione di linee guida e adozione di best practices, ma anche di educazione e comunicazione ambientale. Le azioni del progetto interesseranno alcune aree protette siciliane (Oasi del Simeto, Fiume Fiumefreddo, Macchia Foresta del Fiume Irminio e Pineta di Vittoria) e maltesi (L-In?awi tal-Buskett u tal-Girgenti, L-In?awi tax-Xlendi u tà Wied Kantra e Il-Mag?luq ta' Marsaskala) e saranno finalizzate anche allo sviluppo di metodologie innovative e condivise, esportabili nel bacino del Mediterraneo.

I lavori saranno aperti dal rettore Francesco Priolo dell’Università di Catania, dai ministri maltesi Anton Refalo (Agricoltura) e Aaron Farrugia (Ambiente), da Stefan Zrinzo (segretario parlamentare per i Fondi Europei), dal prorettore dell’Università di Malta Saviour Zammit, dal direttore del Di3A dell’ateneo catanese Agatino Russo, dal sindaco di Catania Salvo Pogliese, dal commissario straordinario Libero Consorzio Comunale di Ragusa Salvatore Piazza, dal responsabile del programma interreg-v-a Italia Malta Maria Cristina Stimolo, e dal direttore del Funds and Programmes Division di Malta Carmen Dalli. Il prof. Giorgio Sabella del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, responsabile scientifico del progetto, illustrerà “Fast” insieme con Dennis Sciberras, direttore di Plant Protection, Ministero dell’Agricoltura di Malta, David Mifsud del Dipartimento di Scienze rurali e sistemi alimentari dell’Università di Malta, Gaetano Torrisi e Maria Carolina Di Mario dei rispettivi uffici Riserve naturali della Città Metropolitana di Catania e del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e Darrin Stevens dell’Environment & Resources Authority di Malta. Concluderà i lavori il prof. Gian Pietro Giusso del Galdo, direttore del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania. L’incontro sarà moderato dal prof. Oscar Lisi dell’Università di Catania, responsabile della comunicazione del progetto Fast. Il partenariato è costituito dall’Università di Catania (ente capofila), Ministry for Agriculture, Fisheries, Food and Animal Rights di Malta, University of Malta, Città Metropolitana di Catania, Libero Consorzio Comunale di Ragusa, con la partecipazione dell’Environment & Resources Authority di Malta.

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