Progetto "pilota" per l'inserimento lavorativo soggetti svantaggiati

Nello specifico la tematica coinvolge l'Assessorato alla Famiglia ed al lavoro per l'applicazione della legge 381 e 68 e l'Assessorato alla Salute per l'applicazione dei Lea relativi all'inserimento sociale e lavorativo dei soggetti svantaggiati

L'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati è stato affrontato durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina a Palazzo degli Elefanti e che ha visto gli interventi del sindaco di Catania Enzo Bianco, in teleconferenza da Palermo dell'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, dell'assessore regionale al Lavoro Bruno Caruso, dell'assessore comunale alle Politiche Sociali e Welfare Angelo Villari e del suo predecessore Fiorentino Trojano, adesso Componente del Tavolo regionale per l'integrazione socio-sanitaria, cui si deve l'idea iniziale del progetto.

Nello specifico la tematica coinvolge l'Assessorato alla Famiglia ed al lavoro per l'applicazione della legge 381 e 68 e l'Assessorato alla Salute per l'applicazione dei Lea relativi all'inserimento sociale e lavorativo dei soggetti svantaggiati. Occorre precisare che l'applicazione della legge 381 riguarda poi tutti gli Enti Pubblici che possono dedicare fino al 5% del proprio bilancio per gli appalti alle Cooperative di tipo b. Le competenze quindi riguardano in primo luogo l'assessorato alla Famiglia ed al Lavoro e l'assessorato alla Salute. Questo modello di Welfare non prevede costi aggiuntivi per l'amministrazione pubblica in quanto l'inserimento dei soggetti svantaggiati avviene nei normali contesti lavorativi. In relazione ai percorsi di welfare occorre ricordare quanto dice il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali nel 2012 sul tema della "Governace ed inclusione sociale le regioni a confronto".

"In grande accordo con gli assessorati alla Famiglia e alla Salute della Regione siciliana - ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco -, si intende offrire, con un progetto pilota che se funziona da noi potrebbe essere riprodotto in altre realtà, la possibilità di un inserimento lavorativo a soggetti svantaggiati. Si tratta di un progetto che ha una valenza evidente. Pensate soltanto a cosa significhi un provvedimento del genere per la serenità dei genitori dei soggetti svantaggiati, sempre preoccupati del futuro dei propri figli quando loro non ci saranno più. Quest'iniziativa si deve a un'intuizione di Fiorentino Trojano portata avanti con intelligenza e lucidità politica da Angelo Villari e in pieno accordo con la Regione".

"C'è una perfetta sintonia tra Regione e Comune di Catania - ha aggiunto Lucia Borsellino - nel portare avanti questo progetto che si inserisce perfettamente nell'ambito delle politiche di integrazione sociosanitaria. Un argomento che presto sarà oggetto di un approfondito dibattito anche nell'Assemblea regionale e si tratterà di un momento di grande importanza perché le problematiche del disagio diventeranno protagoniste". "Oggi - ha detto l'assessore Villari - si completa la fase di preparazione del progetto che nei prossimi mesi si dovrà attuare attraverso le linee guida già approvate. Da un lato si applicherà finalmente la legge 381 che dopo tantissimi anni riconosce i diritti alle persone svantaggiate, dall'altro ci sarà l'utilizzo delle cooperative di tipo b che consentirà di dare servizi celeri ed efficienti in settori che garantiscano la qualità e il decoro di questa città. Auspichiamo - ha concluso Angelo Villari - che questa esperienza pilota possa espandersi in tutta la Sicilia".

"Un progetto pilota che è partito da Catania - ha aggiunto Fiorentino Trojano - che ha una grande valenza sociale che la Regione ha compreso ed ha fatto proprio".

Il progetto di Catania pilota promosso dal Comune di Catania si è quindi unito a quanto sta facendo la Regione con il documento sull'accreditamento unico che prevede l'istituzione dei Servizi di inserimento lavorativo in ogni distretto sociosanitario, specifici interventi per l'inserimento lavorativo dei soggetti assistiti dai Dipartimenti di Salute Mentale e progetti di vita indipendente per i disabili e con il recepimento delle norme relative alla 381 che permette alla Sicilia di uscire dall'ultimo gruppo di regioni per cominciare un percorso virtuoso che la collochi tra le regioni che sperimentano percorsi innovativi di welfare. Il progetto ha quattro elementi costitutivi: la prima applicazione della legge 381 per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati totalmente non applicata in Sicilia; l'applicazione dei Lea che prevedono l'inserimento lavorativo per i soggetti svantaggiati; l'applicazione della legge 68 per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (legge che amplia i concetti della 381 ed apre al settore privato). Aspetto importante è oltre l'applicazione della legge anche l'utilizzo del Fondo per la disabilità (fondo costituito con le multe delle aziende che non assumono i disabili). Il Progetto promosso dal Comune di Catania che ha anticipato quanto fatto dalla Regione vede la partecipazione dell'Asp, delle Aziende Ospedaliere, della Direzione provinciale del Lavoro e dell’Inail i cui rappresentanti erano presenti alla conferenza stampa di oggi. In particolare c'erano il direttore generale dell'Ospedale Garibaldi Giorgio Santonocito e il direttore sanitario Giuseppe Giammanco; il direttore dell'Ispettorato del Lavoro Fausto Piazza e il rappresentante del Gruppo di lavoro regionale Raffaele Barone. C'erano anche i rappresentanti del mondo della coooperazione: Luciano Ventura di Confcooperative, Salvatore Falletta della Lega delle cooperative e Silvana Strano della Agc. L'assessorato alla Famiglia ed al Lavoro, già con l'assessore Giuseppe Bruno e poi con l'assessore Bruno Caruso, ha definito questo come progetto pilota per la Sicilia oggi questo progetto diventa progetto pilota anche per la sanità. Il progetto ha oggi compiuto tutto il percorso di definizione delle procedure con la definizione delle procedure delle gare d'appalto e può quindi passare alla fase attuativa.

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