Programmazione turistica, nasce il Comitato "Tu.Etna"

Presentata a Bronte la prima organizzazione di categoria per la tutela e lo sviluppo del territorio etneo

"Il vento sta cambiando e la necessità di ascoltare dal basso le esigenze e farle diventare policy è la prima prerogativa del cambiamento", spiega il Prof. Benedetto Torrisi. "Mettere a sistema operatori dell’etna, istituzioni, Enti diventa necessario per creare una cabina di regia unica che agisca per il turismo e per la ricchezza dei territori". Nasce così il primo Comitato di Categoria per la difesa e la programmazione del Turismo dell'Etna denominato Tu.Etna. "La necessità nasce dal fatto che gli operatori del settore turistico etneo non fanno rete e un sistema turistico legato ad un brand forte come l’Etna è lasciato in balia del coraggio degli imprenditori. Inoltre - commenta ancora Benedetto Torrisi, docente di statistica economica - la totale mancanza di legami programmatici con le istituzioni locali e regionali, un turismo mordi e fuggi, un sistema dei trasporti non funzionale allo sviluppo del turismo, la mancanza di programmazione turistica unica per l’Etna e tanto altro ancora, la continua presenza di rifiuti che danno il benvenuto ai turisti, sono tutti fattori che hanno generato quella spinta per provare a stare insieme addetti ai lavori del settore turistico partendo da una comunità fondatrice che abbraccia i comuni da S.M.di Licodia sino a Randazzo".

Tra gli obiettivi del Comitato: sistematizzare le esperienze degli imprenditori turistici locali per proporre un nuovo modello organizzato e condiviso di turismo per l'Etna. Essere portatori di stanze della categoria verso le istituzioni locali, regionali e nazionali per la valorizzazione delle risorse ambientali in simbiosi con il turismo. Programmare e condividere lo sviluppo delle infrastrutture in modo funzionale alla valorizzazione economica ambientale e turistica dei Comuni dell'Etna. Partecipare a tavoli tecnici di categoria con le istituzioni per un confronto costruttivo delle Politiche di sviluppo sul turismo e sull'ambiente. "Un primo elemento sul quale interrogarci - afferma Raffaella Fazio, imprenditrice - sono le infrastrutture e i trasporti. I turisti riscontrano molti problemi nell’utilizzo dei mezzi pubblici e nella fruizione delle strutture attrattive dei nostri Comuni, la mancanza di treni il sabato e la domenica o nei festivi frena la crescita dei flussi, il sito internet di FCE non è di facile fruibilità, sappiamo che FCE mette a disposizione vagoni per le bici ma non si conoscono gli orari , pertanto diventa necessario un tavolo tecnico tra FCE e TU.Etna per pianificare strumenti che valorizzano entrambe le attività in modo adeguate ed organizzato".

Cooperare con le Istituzioni o gli Enti gestori per realizzare servizi interni nei paesi per rendere fruibili i siti di interesse culturale e artistico, creare una linea comune di sviluppo turistico in occasione degli eventi programmati, avere un’offerta integrata frutto cioè della collaborazione tra noi e le istituzioni che soddisfi non soltanto la domanda ma che sia anche in grado di creare un’esperienza unica e irripetibile del territorio, al fine di generare un turismo stanziale e non mordi e fuggi, sono questi gli elementi emersi dalla testimonianza della imprenditrice Irene Foti. "Serve creare un modello come l’Alto Adige - afferma l'imprenditrice Loredana Scrivano - un modello che abbia un unico brand attorno all’Etna di un’offerta organizzata e sistematizzata, occorre lavorare sulla comunicazione e sulla sicurezza dei turisti" Le ha fatto eco l'imprenditore agricolo Marco Meli: "Non possiamo prescindere dallo sviluppo delle infrastrutture per il turismo senza chiudere il cerchio con l’ambiente ed il senso civico. Spazzatura diffusa è il primo biglietto da visita che non passa inosservata ai nostri turisti, che ci etichettano e ci pubblicizzano male 'spazzatura ovunque'. Quindi il connubio con le Istituzioni nella gestione dell’ambiente diviene un passaggio fondamentale"

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