Prostituta bulgara tenta di estorcere denaro a una "collega": arrestata

Stoycheva Ruseva Ana del 1983 si è scagliata con calci e pugni verso gli agenti, adesso si trova in carcere

La presenza della polizia nelle zone tradizionalmente teatro di prostituzione su strada si fa sempre più pressante e continua. Il questore di Catania ha predisposto un controllo sistematico del territorio proprio in quelle aree nelle quali questo fenomeno – che, di per sé, non costituisce reato – ha creato una sorta di disvalore per il pregio storico-urbanistico del quartiere, rendendo la vita difficile a quanti abitano la zona medesima e le vie limitrofe. Ciò ha forse indotto la cittadina bulgara Stoycheva Ruseva Ana del 1983 a pensare di accaparrarsi presunti diritti sui luoghi di prostituzione, pretendendo un corrispettivo in denaro da parte di una connazionale che esercitava “la professione” lungo Corso dei Martiri. Questo atteggiamento è, però, saltato subito agli occhi dell’equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale che, come detto in premessa, incrociava in quella zona proprio in funzione deterrente di questo fenomeno.

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I poliziotti sono scesi dall’auto e, compreso immediatamente cosa stava accadendo, hanno avvicinato la Stoycheva per cercare di identificarla e affrontare al meglio la situazione. La donna, per tutta risposta, si è scatenata in un carosello di calci e pugni, tanto da indurre i poliziotti – il cui obiettivo era quello di bloccare la donna senza reagire alle offese fisiche – a chiamare in ausilio una Volante, prontamente intervenuta, stante che anch’essa presidiava la zona anche in funzione di servizio antiprostituzione. La donna, alla fine, è stata caricata sulla Volante e condotta in Questura dov’è stato formalizzato il suo arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficilale e tentata estorsione e minacce alla connazionale, anch’ella recatasi in Questura per sporgere denuncia. Per la bulgara violenta si sono, così, aperte le porte del carcere Piazza Lanza, dove la donna attenda il giudizio di convalida. Un’ultima nota riguarda la cittadina bulgara aggredita dall’arrestata. Quando è intervenuto il personale primo arrivato, ha visto in strada quattro persone: due erano le contendenti, le altre due erano i genitori della ragazza – appena diciannovenne – vessata dalla connazionale. Non è dato sapere se i due fossero a conoscenza dell’attività della figlia che, in effetti, non è stata “colta sul fatto” ma che ha candidamente dichiarato ai poliziotti la propria occupazione. Fatto certo è che la polizia, gli uomini e le donne della Questura di Catania, delle Specialità e delle altre Forze dell’Ordine che contribuiscono ai quotidiani servizi presidiari di controllo del territorio e di prevenzione e repressione dei reati, continueranno ad essere presenti su quelle strade e svilupperanno tutti gli accertamenti che dovessero essere ritenuti necessari.

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