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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Arrestata la "manager" di tre case dedicate alla prostituzione: percepiva anche il reddito di cittadinanza

Si tratta di una donna che, con altri due complici, gestiva il ricco mercato del sesso a pagamento. Adesso si trova ai domiciliari

Gestivano il fiorente mercato della prostituzione in provincia di Catania ma sono stati scoperti dalla polizia. Nell'ambito dell'operazione "Sex indoor" sono scattate tre misure cautelari per D.C.R, una donna classe 1991, che è finita agli arresti domiciliari e per i complici S.G., classe 1975 e C.V.C, del 1987. Per gli ultimi due vi è la presentazione obbligatoria alla polizia giudiziaria.

Il trio è accusato del reato di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio di case di prostituzione, nonché di sfruttamento di diverse ragazze. Nello specifico le indagini della mobile sono state avviate nelmese di febbraio 2020 a seguito di segnalazioni su una presunta casa di prostituzione nel centro di Catania.

E' emerso che D.C.R. sarebbe la figura apicale dell’organizzazione caratterizzata da gerarchie interne e attribuzione di ruoli. In particolare la donna sarebbe stata una vera e propria manager della prostituzione indoor e si sarebbe occupata del controllo, amministrazione e direzione in prima persona di tre case di prostituzione, di cui due a Catania ed
una a Misterbianco. Mentre S.G. avrebbe avuto il compito della co-gestione della casa di Misterbianco ed, infine, C.V.C. avrebbe gestito, unitamente alla compagna D.C.R. la casa di
appuntamento, sotto la parvenza di un Bed and Breakfast, ubicato nel centro storico di Catania.

Altre figure avrebbero svolto i ruoli di addetti al centralino e alle prenotazioni dei clienti che, attraverso siti dedicati, telefonavano per fissare le prestazioni sessuali, con tariffe a partire da 50 euro, a seconda della tipologia di “servizio” richiesto alle donne reclutate per sfruttarne la prostituzione. Tra i massaggi più “gettonati” vi erano i cosiddetti “Touch me” e “Nuru massage”. Tutto avveniva all’interno delle mura domestiche, garantendo così maggiore sicurezza agli indagati e privacy alla clientela.

Alla D.C.R., percettrice di reddito di cittadinanza, é stato, altresì, contestato l’illecito per l’omessa comunicazione nei termini, ovvero dall’agosto del 2020, di redditi da lavoro irregolarmente svolto presso un negozio di abbigliamento di Catania.

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