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Cronaca Caltagirone

Prostituzione, il business "perfetto" creato dai fratelli La Gona

Annunci su siti per incontri e per la ricerca di escort, agende nelle quali segnare gli appuntamenti, utenze telefoniche per le ragazze, clienti disposti a tutto pur di consumare un rapporto a pagamento. Il business da 130 mila euro all’anno, decisamente ben avviato, era gestito dai fratelli Claudio e Alessandro La Gona

Annunci su siti per incontri e per la ricerca di escort, agende nelle quali segnare gli appuntamenti, utenze telefoniche per le ragazze, clienti disposti a tutto pur di consumare un rapporto a pagamento. Il business da 130 mila euro all’anno, decisamente ben avviato, era gestito dai fratelli Claudio e Alessandro La Gona. Un'organizzazione, stabile, ben rodata, e con specifica ripartizione dei ruoli, in grado di reclutare donne, per lo più straniere, e transessuali da destinare al mercato della prostituzione. Otto le persone arrestate nell’operazione condotta dalla Procura di Caltagirone e dalla polizia di Stato: due sono state condotte in carcere e sei ai domiciliari. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Una macchina organizzativa curata nei minimi dettagli

Quattro appartamenti a Caltagirone: uno in via Sant'Orsola 7, un secondo appartamento in via Prima, entrambi di proprietà di La Gona Claudio, una casa in via ludicelli 32 ed un'altra in via Balchino 5, queste ultime di proprietà di La Gona Alessandro. Ma non solo, oltre agli appartamenti “offerti” dai fratelli La Gona, ci sarebbero anche B&B compiacenti.

Le donne che vi si prostituivano dovevano pagare la somma di 50 euro al giorno per l'utilizzo di tali immobili. Gli associati si occupavano di assicurare i servizi di trasferimento all'interno del comune di Caltagirone al costo di 10/15 euro per tratta. Il gruppo si occupava di procacciare i clienti, della pubblicità dell'attività di prostituzione su siti web, del prelievo delle donne, provenienti prevalentemente dall'est Europa, presso l'autostazione di Caltagirone e della loro collocazione nelle case sopra elencate. Infine, il gruppo garantiva la consegna di pasti a domicilio, la fornitura di lenzuola, la spedizione di pacchi o di denaro verso le famiglie di origine delle operatrici. Un vero e proprio decalogo che le donne straniere, presumibilmente dell'est Europa, dovevano osservare con i clienti.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si tratta di "una macchina che funziona, molto redditizia e tutto questo lascia intendere che anche dopo la cessazione delle indagini tutto sia continuato come prima. Per tutti questi motivi sussiste l'esigenza cautelare: è infatti probabile, o forse certo, che, qualora lasciati in libertà, gli odierni indagati possano continuare nella loro attività illecita”,

Il business collaterale della droga

Sebbene non rientranti nel core business dell'attività illecita, non mancavano delle saltuarie cessioni di sostanze stupefacenti: nello specifico marijuana e hashish. Tali circostanze emergono chiaramente dalle conversazioni intercettate dagli inquirenti. Il piccolo traffico di stupefacenti dei fratelli La Gona evidenzia, inoltre, una certa dimestichezza in materia, che esclude la mera occasionalità della condotta) e la probabile esistenza di stabili contatti con pericolosi ambienti criminali.

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