Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Protesta in piazza Europa dei “Ristoratori Siciliani Indipendenti”

I componenti del comitato Ristoratori Siciliani Indipendenti chiedono di poter rialzare la saracinesca e di poter tornare a lavorare rispettando tutte le normative ed i dpcm in vigore

Circa trecento persone hanno manifestato stamattina in piazza Europa a Catania per ribadire la crisi di un settore, messo letteralmente in ginocchio dalle attuali politiche governative, e con tanti imprenditori che ormai non potranno più riaprire più la propria attività. “Sono quattro mesi che non stiamo lavorando ed ora la nostra pazienza è decisamente esaurita- ribadisce il portavoce Roberto Tudisco- qualcuno adesso deve darci delle risposte. Il tempo delle attese è finito e non possiamo più andare avanti in questo modo. Questo governo ha fatto fallire le nostre aziende perchè non possiamo più pagare affitti, stipendi e utenze. Non sappiamo nemmeno quando e in che condizioni dovremo ripartire. Stiamo vivendo un dramma sociale e sfido chiunque ad andare avanti per quattro mesi senza un soldo in tasca e senza aiuti”.

Il movimento nasce in risposta al silenzio assordante delle associazioni di categoria e delle misure restrittive del Governo Nazionale e Regionale. I componenti del comitato Ristoratori Siciliani Indipendenti chiedono di poter rialzare la saracinesca e di poter tornare a lavorare rispettando tutte le normative ed i dpcm in vigore. “Sin dall’inizio la situazione è stata gestita malissimo e noi, da subito, siamo stati presi come capro espiatorio- incalza Tudisco-. Un alibi che oggi non regge più e per questo siamo qui a manifestare. Ci hanno fatto chiudere bottega eppure, in quattro mesi, i contagi sono aumentati. Il risultato è che stiamo morendo tutti economicamente. Anzi, molti di noi hanno già mollato tutto mettendo in vendita botteghe e attrezzature aspettando pure i famosi ristori di Natale che non si sono mai visti”. Che si tratti di zona gialla o arancione i componenti del comitato Ristoratori Siciliani Indipendenti chiedono di riaprire le proprie attività la sera. “Lavorare a pranzo a non serve- conclude Tudisco- vogliamo, invece, avere aperte le nostre attività la sera magari spostando il coprifuoco a mezzanotte”.

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