Provincia etnea abolita, in attesa dei consorzi il commissario è Liotta

Dopo l'abolizione degli organi elettivi nelle Province siciliane, il governo di Rosario Crocetta nomina i commissari che gestiranno gli enti fino alla nascita dei liberi Consorzi tra comuni, che dovrebbero essere istituiti per legge entro la fine dell'anno

Dopo l'abolizione degli organi elettivi nelle Province siciliane, il governo di Rosario Crocetta nomina i commissari che gestiranno gli enti fino alla nascita dei liberi Consorzi tra comuni, che dovrebbero essere istituiti per legge entro la fine dell'anno.

I quattro i commissari uscenti a Catania, Ragusa, Caltanissetta e Trapani: Antonella Liotta, Giovanni Scarso, Raffaele Sirico e Darco Pellos. Il generale dei carabinieri Domenico Tucci a Palermo, il prefetto Alessandro Giacchetti a Siracusa, il vice prefetto Filippo Romano a Messina. Per completare il puzzle, mancano solo due Province su nove: il governo sta definendo i nomi per Enna e Agrigento.

A Catania, nel frattempo, si fa guerra alla decisione del presidente Crocetta. La legge che cancella le nove Province siciliane è stata impugnata al Tar di Catania su iniziativa dell’Upi (Unione province italiane), di un paio di consiglieri provinciali di Catania, Giacomo Porrovecchio (Idv) e Carmelo Milazzo (Pdl), e dell’Urps (Unione regionale province siciliane).

I ricorsi sono stati redatti dai costituzionalisti Felice Giuffré e Ida Nicotra, una dei 35 saggi chiamati a modificare la Carta fondamentale. Si fa riferimento a una incostituzionalità della legge regionale 7 del 27 marzo 2013 che ha abolito i nove enti intermedi nell’Isola e istituito i Liberi Consorzi dei Comuni.

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