Crisi Pubbliservizi, Cisl: "Non è cambiato niente, intervenga la città metropolitana"

Commenta così amaramente Rita Ponzo, segretaria generale della Fisascat Cisl di Catania, l’ennesimo incontro infruttuoso con la dirigenza della partecipata per l’esame condiviso del percorso di risanamento aziendale

"Tagli agli stipendi solo degli operai, spese folli per consulenti, uffici come porti di mare dove gli estranei entrano ed escono come niente fosse: alla Pubbliservizi pare che non sia cambiato niente e che niente si voglia cambiare. Così non si riparte né con responsabilità, né con trasparenza, né con rigore. Intervenga la Città metropolitana". Commenta così amaramente Rita Ponzo, segretaria generale della Fisascat Cisl di Catania, l’ennesimo incontro infruttuoso avuto oggi con la dirigenza della partecipata della Città metropolitana, per l’esame condiviso del percorso di risanamento aziendale che dovrebbe portare al concordato preventivo.

"Per cominciare, a incontro appena iniziato – dice Ponzo – la documentazione era incompleta e sul tavolo arrivavano bilanci, linee guida e documenti vari la cui mole rendeva oggettivamente impossibile acquisire le informazioni necessarie alla discussione. Come potevamo condividere un progetto senza avere il tempo per conoscerne debitamente il contenuto?".

"In base a una rapida lettura dei bilanci - continua - ci siamo subito resi conto che non c’è alcun taglio ai super minimi, ma solo tagli agli stipendi degli operai, un taglio del 30 per cento che è stato riproposto per 5 anni e non più a sei mesi come concordato in precedenza. In bilancio ci sono 260 mila euro di spese per consulenze, ma quali risparmi e quali vantaggi ne sono derivati? Gravissimo poi scoprire che l’ufficio protocollo, dove passano documenti sensibili, venga presidiato da estranei che nulla hanno a che vedere con l’azienda ma che sono vicini ad ambienti politici locali e che la direzione dell’azienda non lo sappia".

Secondo Ponzo, "è di ulteriore gravità la volontà di voler mettere in difficoltà il sindacato, con un comportamento ai limiti dell’appropriazione indebita, perché da oltre due anni e mezzo vengono trattenute nelle casse dell’azienda le ritenute sindacali prelevate ogni mese ai lavoratori".

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"Ci chiediamo a questo punto - conclude la leader della Fisascat Cisl catanese - dove sta la volontà di cambiamento sbandierata dalla direzione aziendale, dove gli sforzi profusi per salvare la società, dove siano finiti la trasparenza e il rigore. Così non si va da nessuna parte. È ora che la Città metropolitana prenda in considerazione soluzioni adeguate per dare un vero cambio di rotta a un percorso che vogliamo salvaguardato nell’interesse e nella tutela dei lavoratori e dei cittadini ai quali devono essere garantiti i servizi offerti".

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