Pubbliservizi, lettera aperta dei dipendenti al presidente Ontario

"Riteniamo che il rispetto della legalità e dei valori etici non siano il risultato di regole imposte dall’alto, ma il frutto di un processo tale da costituire per noi e per la società" scrivono i lavoratori

"Egregio Presidente, in questi giorni stiamo attraversando il mare tempestoso del fallimento, la paura dei ritardi degli stipendi e del rischio dell'incertezza. Non per scelta ma per necessità, la vicenda tiene con il fiato sospeso noi e le nostre famiglie. Quello che in questi giorni abbiamo letto sui giornali, ci fa intendere che Lei e i suoi collaboratori sembrate essere in linea con quanto sostenuto dal suo predecessore prof. Muscarà. Comprendere che noi lavoratori non siamo più dei visionari, e che da anni sosteniamo ciò che sta accadendo, anche a costo di sembrare agli occhi dei nostri colleghi antipatici, chiarisce come noi non volevamo minare la serenità e la salute di questa azienda".

Con queste parole, all'interno di una lettera aperta i lavoratori della Pubbliservizi si rivolgono al neo presidente Ontario per aprire un dialogo e cercare di superare la crisi che sta attraversando la partecipata nell'ultimo periodo. "In realtà quella presunta 'serenità' altro non era che il preludio di una tempesta disastrosa, 'uno tsunami'. Lei ha compreso, come il suo predecessore, quello che noi raccontiamo, ovvero una seria ed attenta visione dello stato di fatto di questa azienda e la pericolosità della strada che essa aveva intrapreso. I gufi non sono quello che sembrano.. R.iteniamo che ormai il solco è segnato a discapito di quei pochi colleghi, si fa per dire, che invece di guardare la luna guardano il dito, ragionando non con la testa ma con la pancia. Vedere colleghi incuranti della tutela del bene comune, che hanno pensato di fare ad ogni costo carriera pretendendo mansioni, livelli, benefit e privilegi ci ha fatto rabbia. Queste persone hanno ridotto all’osso la nostra azienda, fregandosene e privando gli altri colleghi di alcuni diritti tra cui il futuro della azienda. Oggi noi possiamo dire: questi non sono nostri colleghi. Finalmente il vaso è stato aperto, e per questo, oggi più che mai, l'importante è non essere soli e non rimanere da soli, gli sciacalli sono ancora tra noi e aspettano che rimaniamo da soli o facciamo un passo falso".

"Bisogna far capire, a chiare lettere,  - scrivono i lavoratori - che gli amministratori della Pubbliservizi, della Città Metropolitana, i sindacati e tutti i lavoratori sani dell’azienda parlano la stessa lingua e hanno lo stesso comune intento: garantire il futuro ai nostri famigliari e ritornare ad essere orgogliosi di llavorare per questa società. Noi lavoratori riteniamo che la nostra Azienda Pubbliservizi, per ripartire deve farlo dalla legalità e da principi morali alla guida delle scelte aziendali, tali da indurci ad adottare un sistema gestionale che valorizzi e ottimìizzi in modo efficiente le proprie risorse. Riteniamo che il rispetto della legalità e dei valori etici non siano il risultato di regole imposte dall’alto, ma il frutto di un processo tale da costituire per noi e per tutti coloro che credono nella nostra Società, un momento importante di crescita e di responsabilità per uscire da questa condizione".

"Siamo convinti che bisogna urgentemente muoverci su alcuni campi: - rendere pubblici i verbali delle riunioni sindacali che sono sinonimo di trasparenza. - annullare tutti i privilegi come super minimi, super stipendi e tutti quei benefit che in una azienda non speciale ma normale non hanno ragione d’esistere, perché concessi per grazia ricevuta a dei colleghi accomodanti pronti a far carriera. - demansionamenlo verticale e orizzontale (livelli e mansioni) perchè ottenuti non da una contrattazione sindacale, da un normale concorso interno o ancor meglio da doti lavorative, ma per chiamata diretta verso colleghi spesso incapaci sia nell’utilizzare il martello che una penna. Crediamo che tutto questo debba essere interpretato alla stregua della regola dell’equo contemperamento del diritto di tutti i lavoratori a perseguire l’obiettivo di un’organizzazione aziendale produttiva ed efficiente, come quello vantato dal lavoratore alla conservazione del proprio posto di lavoro. Laddove questo rappresenti l’extrema ratio per la salvaguardia del posto di lavoro e della stessa azienda, rivedere i certificati dei casellari giudiziali e i certificati dei carichi pendenti, di tutti i dipendenti al fine di salvaguardare l’azienda e la trasparenza dell’operato di questa governance".

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"Ridurre gli sprechi di gestione formando il personale, rendendolo specializzato, adeguando i livelli e le ore lavorative, riorganizzando i servizi, formando i responsabili nella. consapevolezza che essi ne rispondano sia nel bene che nel male. Riteniamo che la formazione del personale riduca la corruzione in tutti i suoi livelli e renda più efficaci ed efficienti il servizio e la nostra Azienda, favorendo un clima d'imparzialità e non di discriminazione nella valutazione del personale, nell’organizzazione della azienda, nella scelta delle mansioni. Crediamo -concludono i dipendenti di Pubbliservizi - che la società speciale consortile sia l’unica strada da percorrere per garantire diritto e opportunità ai lavoratori e come si dice in termini calcistici 'mettere la palla al centro' per tutti".

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