Pubbliservizi, sciopero generale e sit-in davanti la Prefettura

Domani, venerdì 22 settembre i lavoratori della partecipata protesteranno insieme alle sigle sindacali per discutere della vertenza occupazionale che non sta riuscendo a trovare una via d’uscita

Sarà domani, 22 settembre, la giornata dello sciopero generale dei lavoratori della Pubbliservizi indetto dalla Ugl. La protesta avrà inizio dalle 9 davanti la sede ubicata nel complesso fieristico “Le ciminiere” di Catania e, successivamente, si sposterà sotto gli uffici della Prefettura dove alle 12 il Prefetto Silvana Riccio ha convocato un incontro con le sigle sindacali per discutere della vertenza occupazionale che non sta riuscendo a trovare una via d’uscita. 

"Dall’agitazione gli oltre 400 impiegati sono passati alla rabbia, a causa dei passaggi a vuoto consecutivi che in questi giorni hanno fatto precipitare la situazione – spiega il segretario provinciale di Ugl igiene ambientale Santo Gangemi. Siamo coscienti di ciò che sta accadendo e non possiamo altro che riporre ogni speranza ultima nella persona del Prefetto, affinchè possa prendere in mano questa delicata questione. Non ci fidiamo, infatti, più di nessuno – aggiunge Gangemi – perché sia la proprietà che i vertici dell’azienda hanno clamorosamente fallito nei tempi e nei modi di gestire il salvataggio della società. Anche l’ultima farsa, dell’improbabile ricerca di fondi straordinari alla Regione, chiunque poteva immaginare come sarebbe finita. Andremo da sua eccellenza il Prefetto sicuramente a condannare un’operato, quello dei vertici amministrativi, che fino ad oggi è stato per nulla partecipativo e scarsamente trasparente, perché un maggiore ed incisivo coinvolgimento delle sigle sindacali avrebbe sicuramente evitato di giungere a questo punto, ma nello stesso tempo chiederemo l’immediata costituzione di un tavolo tecnico indispensabile per ritrovare quella concertazione e contrattazione che più volte abbiamo richiesto e mai abbiamo ottenuto".

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"I lavoratori sono disperati e vogliono avere risposte certe sul loro futuro – continua il sindacalista, non ne possono più infatti di sentire parlare sempre di un passato che, se pur ha contribuito alla creazione dell’attuale disastro, di certo non trova esente da colpe nessuno anche perché i controllanti e i controllori sono stati sempre gli stessi. Azienda e Città metropolitana, adesso, devono capire che non è più il momento di brancolare nel buio giocando a chi la spara più grossa, perché c’è in ballo la continuità lavorativa di 400 famiglie catanesi e non si può più sbagliare. Noi come sempre – conclude il segretario di Ugl igiene ambientale – continueremo a mantenere una linea volta al confronto schietto e costruttivo, purchè ci sia davvero la volontà da parte di tutti di salvare la Pubbliservizi.”

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