Il questore di Catania "chiede" l'intervento del Comune per la movida

A margine della conferenza stampa sugli arresti di due rapinatori colombiani il dottor Francini ha analizzato il problema del centro storico e la sensazione di insicurezza in città

Nelle ultime settimane Catania è finita al centro della cronaca nazionale. La rapina a due turisti polacchi in pieno centro e lo stupro a una ragazza americana, "abbordata" anche lei in un locale nei pressi di piazza Teatro Massimo, hanno fatto alzare il livello d'allarme in città.

Le forze dell'ordine hanno dato pronte risposte: sia i rapinatori sia i presunti stupratori sono stati presi ma per il questore Antonio Francini occorre andare alla radice per affrontare il problema movida e sicurezza. A margine della conferenza stampa sull'arresto dei due colombiani il questore si è soffermato ad analizzare il fenomeno e ha chiesto, a chiare lettere, una maggiore sinergia da parte delle altre istituzioni, dei cittadini e degli esercenti.

Video | L'intervista al questore

"Sulla percezione di insicurezza che c'è - ha detto - riguardante la movida la questura non ha una capacità risolutiva del problema che coinvolge anche altri enti. E' un problema che per essere gestito ha bisogno di altri enti e della cittadinanza. Al centro c'è il comune che deve trovare le forme necessarie. In altre città, più all'estero che in Italia, ci sono gruppi di esperti per gestire questi fenomeni".

In particolare il questore si è soffermato sul ruolo dell'ente locale dicendo che "il Comune è certamente l'attore principale e c'è bisogno di controllo amministrativo sui locali con gli organi della polizia municipale, ma serve anche l'attivazione dei cittadini residenti con i gruppi di vicinato".

Chiaramente per ridurre il senso di insicurezza servono mezzi e risorse. Queste ultime più difficili da trovare in un ente in dissesto.

"La sicurezza costa nel senso che se si vuole abbassare il senso di insicurezza dei cittadini - ha spiegato il questore - bisogna mettere in campo risorse per personale, per il coinvolgimento di associazioni ed enti, per avere controlli più generalizzati e più telecamere. Ci sono investimenti che devono fare altri enti, sopratutto il comune. Sul senso di insicurezza dobbiamo andare a incidere sul disagio, la prefettura è intervenuta ma c'è bisogno di altri attori".

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