Raccolta rifiuti, interdittiva antimafia e commissariamento per Ecocar

L'azienda, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti per il comune di Catania insieme a Senesi, è stata raggiunta dal provvedimento emesso dalla Prefettura di Roma a fine gennaio 2018

La notizia sembrava passata quasi inosservata ma, dopo il nulla di fatto nella gara per l'assegnazione dell'appalto di raccolta dei rifiuti solidi urbani - andata deserta per la terza volta - i riflettori tornano ad essere puntati sull'attuale gestore del servizio, la Ecocar. L'azienda, che opera in Ati (Associazione temporanea di impresa) con la Senesi a Catania ma anche in molti comuni del Casertano, è stata infatti raggiunta da un provvedimento di interdittiva antimafia emesso dalla Prefettura di Roma a fine gennaio 2018. A seguito del quale, oggi, è stato deciso anche il commissariamento. La nomina dei commissari è stata disposta dal prefetto di Latina, su richiesta dell'Anac presieduta da Raffaele Cantone. L'arrivo di rappresentanti della prefettura non impedirà però all'Ecocar di continuare a lavorare nei vari comuni.

La casertana Ecocar è stata colpita dalla decisione del Ministero dell'Interno perché in Ati con la Senesi spa, impresa marchigiana in precedenza colpita da interdittiva della prefettura di Fermo che, nel Casertano, opera ad Aversa, Castel Volturno, Mondragone e Gricignano di Aversa. La ditta, tra l'altro, non compare attualmente all'interno dell'elenco delle aziende che fanno parte della cosidetta 'White List' della Prefettura di Caserta (aggiornato al 13 febbraio 2018), il novero delle imprese che, in base all'adempimento di una serie di certificazioni, possono partecipare ai bandi pubblici perché ritenute 'sane' e non contigue ad ambienti mafiosi.

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Secondo Ansa si tratterebbe di un'interdittiva di "riflesso", che colpisce l'Ecocar non per tentativi di infiltrazione camorristica o mafiosa avvenuti al suo interno, ma per la partnership con la Senesi, società peraltro coinvolta nell'inchiesta della Dda di Catania sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. L'indagine, che ha dato il via all'operazione Gorgoni, nel novembre scorso ha portato in carcere l'amministratore delegato nonché patron della Senesi, Rodolfo Briganti, in seguito scarcerato.

La coppia Senesi-Ecocar era subentrata nella gestione temporanea del servizio dal 16 maggio 2017, in via "emergenziale", vincendo il cosiddetto mini-bando, dopo l'addio di Ipi-Oikos. Le due società avrebbero dovuto quindi svolgere il servizio per 106 giorni rinnovabili, prevedento il raggiungimento dell'obiettivo del 33 per cento della raccolta differenziata già nei primi tre mesi e, in caso di proroga, fino all'obiettivo di legge del 65 per cento. 

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