In manette esponente del clan Pillera - Puntina: pizzo da 7 mila euro al mese

Gli agenti della squadra mobile lo hanno colto sul fatto. Nel suo mezzo aveva 14mila euro frutto del pagamento di "due mensilità" da parte di un imprenditore

E' finito in manette Massimo Scaglione, 46enne pregiudicato, accusato di estorsione aggravata dal fatto di essere compiuta per conto del clan Pillera - Puntina.

L'arresto - eseguito dalla squadra mobile etnea - è la conclusione di una attività di indagine della procura antimafia che ha preso le mosse dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Messina, anch'egli appartenente ai Pillera - Puntina e che aveva rivestito dentro il clan una posizione di rilievo.

Scaglione si occupava di riscuotere il pizzo. A finire nel mirino del clan un imprenditore locale del settore dei rifiuti. La "tariffa" era di settemila euro al mese e non vi era nemmeno la necessità, da parte di Scaglione, di ricorrere a episodi di violenza o danneggiamento.

Lo scorso 2 luglio Scaglione è stato arrestato: gli agenti hanno trovato 14mila euro nascosti nel suo furgone frutto del pagamento di due mensilità. Adesso si trova nel carcere di Catania-Bicocca.

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